La Regione Toscana rafforza le attività di biosicurezza e controllo contro la peste suina africana, una malattia che colpisce suini domestici e cinghiali. Palazzo Strozzi Sacrati ha inviato ai sindaci le indicazioni previste dall’ultima ordinanza del commissario straordinario nazionale per la Psa, Giovanni Filippini, con l’obiettivo di ridurre il rischio di contagio e di trasporto involontario del virus.
Le restrizioni interessano alcuni territori delle province di Massa-Carrara, Lucca, Pistoia e Prato. Le aree sono suddivise in tre categorie: la Zona I comprende i territori considerati ad alto rischio, ma nei quali non sono stati accertati casi; la Zona II riguarda le zone dove la malattia è presente nei cinghiali; la Zona III, infine, include i territori in cui il virus è stato rilevato nei suini domestici, indipendentemente dalla presenza della malattia nella fauna selvatica.
Le aree interessate nel Pistoiese
Nella provincia di Pistoia la maggior parte dei comuni è inserita in Zona I. L’elenco comprende Lamporecchio, Agliana, Ponte Buggianese, Pieve a Nievole, Montale, Montecatini Terme, Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Serravalle Pistoiese, Larciano, Quarrata, Uzzano, Monsummano Terme e Buggiano. In Zona III rientrano invece Abetone-Cutigliano, Pistoia, Marliana, Sambuca Pistoiese, Pescia e San Marcello-Piteglio.
La Regione precisa che la peste suina africana non si trasmette all’uomo attraverso il contatto con maiali o cinghiali. La malattia può tuttavia provocare conseguenze molto pesanti per l’economia locale e per le attività legate all’allevamento. Per questo, nelle zone sottoposte a maggiori restrizioni, è necessario adottare comportamenti capaci di limitare la diffusione del virus.
Le regole per le attività all’aperto
In Zona II e Zona III trekking, pesca, ciclismo, ricerca di funghi, campeggio, picnic, manifestazioni, alpeggio e transumanza possono proseguire nel rispetto delle misure di biosicurezza. Non si tratta, sottolinea la Regione, di divieti generalizzati: occorre restare sui sentieri segnalati, tenere i cani al guinzaglio e non abbandonare rifiuti o avanzi, né alimentare i cinghiali.
Tra le altre prescrizioni figurano l’obbligo di parcheggiare negli spazi autorizzati, evitando prati e aree con vegetazione, e la pulizia e disinfezione di ruote, calzature, attrezzature e mezzi al termine delle attività. Devono essere utilizzati disinfettanti idonei. Per le iniziative con almeno venti partecipanti è inoltre necessario ottenere in anticipo il parere favorevole dell’azienda sanitaria competente, mentre il promotore deve informare il Comune. Agli enti locali spetta l’installazione della segnaletica nelle aree interessate dalle restrizioni.
È stato infine attivato il numero unico regionale 0573.306655, da contattare in caso di ritrovamento di un cinghiale morto, morente o in evidente difficoltà. La segnalazione consente di attivare le verifiche e gli interventi previsti per il monitoraggio della malattia.