Rifiuti e territorio

La Lega si oppone all’inceneritore: “Il territorio sopporta da 50 anni”

Giancarlo Noci e Stefano Nigi ribadiscono la contrarietà dellpartito a un nuovo impianto a Montale.

La Lega si oppone all’inceneritore: “Il territorio sopporta da 50 anni”

La Lega ha ufficialmente manifestato la sua opposizione alla costruzione di un nuovo inceneritore a Montale, sostenendo che il territorio “sopporta da 50 anni” le conseguenze ambientali degli impianti. Giancarlo Noci, segretario della sezione intercomunale della Lega e consigliere comunale a Quarrata, ha messo in evidenza la necessità di rispettare la chiusura dell’impianto, già prorogata fino al 2029, e ha sottolineato che il partito non è contrario in linea generale alla costruzione di termovalorizzatori di ultima generazione, poiché questi mancano nel piano rifiuti regionale dal 2012.

Noci ha espresso le sue preoccupazioni riguardo all’eventualità di un raddoppio del tonnellaggio di rifiuti bruciati. “Un incremento della capacità di incenerimento comporterebbe un aumento del traffico dei mezzi pesanti e delle emissioni nocive. È necessario interrogarsi anche sul tema delle ceneri derivate dal precedente impianto: come si procederà alla bonifica dell’area se si approva un progetto ancor più grande?”, ha affermato.

Proprietà e gestione dell’impianto

Degno di nota è il fatto che il Cis, che gestisce l’impianto di Montale, è per il 48% di proprietà del Comune di Quarrata, rendendolo il socio di maggioranza. Questo aspetto complica ulteriormente la discussione sulla riattivazione dell’impianto. Noci ha inoltre criticato la posizione del Partito Democratico, accusandolo di sostenere la chiusura in altre località, come Agliana, mentre si dimostra favorevole al mantenimento della struttura a Montale e a Quarrata, dove governa il centrosinistra.

Stefano Nigi, capogruppo della Lega a Quarrata, ha ribadito che il gruppo ha sempre votato contro ogni proroga alla chiusura dell’impianto. “Negli anni, abbiamo presentato numerose interrogazioni e una mozione nel gennaio 2022, chiedendo il rispetto dei tempi di chiusura senza ulteriori rinvii. La nostra proposta è stata bocciata dalla maggioranza di centrosinistra”, ha concluso Nigi, esprimendo un chiaro disappunto per la situazione attuale.