A Pavana, frazione di Sambuca Pistoiese, il legame con Francesco Guccini è sempre stato parte della vita del paese. La Caciosteria dei Due Ponti, frequentata per anni dal cantautore, era considerata uno dei luoghi più probabili per incontrarlo. Dopo la sua scomparsa, però, l’atmosfera è cambiata e nel locale resta la nostalgia per una presenza divenuta familiare a clienti e abitanti.
Per la famiglia Zummo, Guccini non era soltanto un ospite conosciuto. Domenico Zummo, titolare della Caciosteria, racconta di aver perso un amico: il ristorante era per il musicista una sorta di casa e ufficio, dove ritrovare i sapori della cucina casalinga. Preferiva sedersi nella saletta più interna, lontano dagli sguardi, pur senza sottrarsi ai saluti o alle fotografie quando i fan gli si avvicinavano.
I ricordi custoditi nel locale
La Caciosteria non ha mai cercato di sfruttare la notorietà del cantautore. Tra bottiglie e oggetti del ristorante si trovano tuttavia alcuni ricordi del rapporto con la famiglia Zummo: un vecchio scatto di gruppo con Guccini al centro, un autoritratto caricaturale disegnato da lui e una vignetta di Sergio Staino. Il disegno raffigura Bobo mentre brinda con Guccini alla salute di Mimmo.
Staino frequentava il locale insieme al cantautore, con il quale era molto amico. I due erano coetanei, entrambi nati nel 1940 a pochi giorni di distanza. Domenico conserva anche gli aneddoti sulle conversazioni avute con Guccini, descritto come una persona di grande cultura e capace di parlare di qualsiasi argomento. Il titolare ricorda la semplicità con cui il musicista offriva spunti per studiare e approfondire, senza mai assumere atteggiamenti da maestro.
I piatti preferiti
Elisabetta, moglie di Domenico e cuoca della Caciosteria, ricorda soprattutto le richieste legate alla cucina tradizionale. Guccini apprezzava i sapori decisi e ordinava piatti emiliani come la salamina al sugo e i maccheroni sul papero. In altre occasioni chiedeva preparazioni antiche scoperte attraverso le sue letture e ricerche, tra cui il brandacujòn, pietanza ligure a base di stoccafisso e patate.
Nel racconto della famiglia Zummo, il cantautore emerge come una persona riservata ma disponibile, curiosa e dotata di una memoria formidabile. La sua voce, dice Elisabetta, è ciò che le mancherà di più. Nella Caciosteria restano i ricordi delle visite, delle conversazioni e dei piatti condivisi, mentre le sue opere continuano a mantenere vivo il rapporto con il pubblico.