Non si placa la contrapposizione tra i genitori degli alunni della prima classe della scuola primaria Don Milani e il dirigente scolastico. Al centro della protesta c’è il trasferimento di un’insegnante, la cui permanenza nella classe sarebbe stata garantita alle famiglie durante l’open day dello scorso gennaio.
Un primo confronto tra i genitori e la dirigenza non ha portato, almeno per ora, a una ricomposizione. La decisione rientra nelle competenze del dirigente scolastico in carica, ma le famiglie chiedono di tenere conto dell’impegno che, secondo la loro ricostruzione, sarebbe stato assunto oltre otto mesi fa e mai successivamente smentito.
La richiesta agli uffici scolastici
I genitori hanno quindi inviato una lettera al Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana e al dirigente dell’Ufficio Ambito Territoriale per la provincia di Pistoia. Della situazione è stato informato anche Carlo Rai, preside dell’Omnicomprensivo di San Marcello, istituto al quale fa riferimento il plesso coinvolto.
Nella missiva, le famiglie segnalano una criticità organizzativa legata al trasferimento di un docente di ruolo verso un altro plesso. Il provvedimento, si legge nella comunicazione, sarebbe stato disposto sulla base della posizione nella graduatoria interna e dell’assenza di continuità didattica con la classe.
I firmatari riconoscono la legittimità formale della scelta, ma ne contestano la sostenibilità per il percorso degli alunni. La cattedra rimasta vacante, secondo quanto prospettato nella lettera, potrebbe essere assegnata a personale neoimmesso e non residente nella zona, con il rischio di un elevato ricambio degli insegnanti e di una conseguente instabilità didattica per l’intero ciclo.
Il timore per l’organico
Le famiglie collegano le loro preoccupazioni anche alla prevista contrazione dell’organico dovuta a un pensionamento. In questo quadro, sostengono, la sottrazione di un docente di ruolo potrebbe incidere ulteriormente sulla tenuta del plesso e sulla continuità dell’attività scolastica.
La richiesta rivolta agli uffici è di ottenere chiarimenti sui criteri adottati e di riesaminare il trasferimento prima dell’avvio delle lezioni. I genitori chiedono inoltre che siano valutate eventuali soluzioni alternative, senza mettere in discussione le competenze formali della dirigenza scolastica.