Il Circolo Arci di Serravalle Pistoiese ha compiuto 70 anni il 19 agosto scorso. Inaugurato in via Giuseppe Garibaldi, di fronte alla sede del Comune, il ritrovo è diventato nel tempo uno dei punti di riferimento dell’antico borgo medievale e il più antico circolo della provincia di Pistoia ancora attivo.
La struttura nacque grazie a 65 soci fondatori, guidati dal primo presidente Renato Soldi, conosciuto da tutti come Tonaone. La sua apertura coincise con una fase di importanti trasformazioni per il territorio: erano in corso i lavori per la realizzazione dell’autostrada A11 e centinaia di operai vivevano nelle baracche allestite nelle vicinanze del paese. Il circolo offriva loro un luogo dove riposarsi, mangiare e trascorrere il tempo libero.
Il legame con i lavoratori
La presenza degli operai contribuì in modo decisivo alla solidità economica dell’associazione. Gli incassi dei primi anni permisero infatti di estinguere rapidamente il prestito contratto per la costruzione dei locali: nel giro di quattro anni ogni debito risultava già saldato. Nato con l’affiliazione all’Enal, l’Ente Nazionale Assistenza Lavoratori, il circolo aderì all’Arci poco dopo il 1957.
Nel corso dei decenni il luogo attraversò anche fasi delicate della storia politica italiana. Marcello Magrini, oggi presidente dell’associazione civile del popolo di Serravalle, ricorda in particolare gli anni del Governo Tambroni, quando dalla federazione del Partito comunista di Pistoia arrivavano richieste di presidiare i circoli, dopo alcuni attentati che li avevano danneggiati. In quel clima, alcuni soci si presentavano con il fucile da caccia, senza però rinunciare alla convivialità e alla vita collettiva.
Il vino e le feste del paese
Tra una partita a briscola e una riunione politica, uno dei momenti più attesi era la cosiddetta levata del vino, rito che si ripeteva due volte l’anno. Una delegazione di esperti del paese, guidata da Soldi e da Ottaviano Tintori, detto Zanzottera, partiva all’alba verso i contadini di Larciano e Lamporecchio per assaggiare la produzione.
Al ritorno venivano portati al circolo quattro fiaschi, utili a scegliere il vino migliore. Poi, con il camion di Gino Mezzari, trasportatore e socio dell’associazione, iniziava la spedizione per riempire le damigiane. La giornata comprendeva la colazione dal contadino, un pranzo lungo e il rientro a Serravalle, dove lo scarico del vino diventava una festa condivisa dall’intero paese.
Il circolo fu anche teatro di passaggi significativi per la vita politica e sociale locale. Nell’estate del 1978, durante un pranzo sul prato delle torri organizzato per celebrare la vittoria al torneo di calcetto di Spazzavento, nacque l’idea di organizzare la prima Festa dell’Unità. Oggi la realtà associativa continua la propria attività grazie all’impegno dei volontari, mantenendo un ruolo centrale nella comunità di Serravalle Pistoiese.