Disagi nei voli

Sciopero in Norvegia, due giovani restano bloccati in aeroporto

Francesca Fabbri e Niccolò Orlandini attendono il rientro tra cancellazioni, scarsa assistenza e ipotesi di itinerari con scali.

Sciopero in Norvegia, due giovani restano bloccati in aeroporto

Francesca Fabbri, 28 anni, e Niccolò Orlandini, 30, sono bloccati da sabato pomeriggio all’aeroporto di Bergen, in Norvegia. I due giovani pistoiesi erano nel Paese scandinavo per una settimana di vacanza legata al periodo di Ferragosto, ma non sono riusciti a rientrare in Italia a causa dello sciopero dei lavoratori di Avinor, la società che gestisce il traffico aeroportuale nei principali scali norvegesi.

Voli cancellati e informazioni incerte

La coppia aveva prenotato un volo della compagnia Widerøe diretto a Firenze, con partenza prevista alle 17. I due si erano presentati in anticipo in aeroporto per completare le formalità, ma circa mezz’ora prima dell’imbarco hanno saputo che il loro volo era stato cancellato. La protesta ha coinvolto anche numerosi collegamenti operati da altre compagnie, provocando disagi in diversi aeroporti del Paese.

"Solo dopo ore abbiamo saputo che potremo ripartire, forse, quando dovrebbe finire lo sciopero", ha raccontato Francesca, riferendo di aver trascorso la notte di sabato e l’intera giornata di domenica in aeroporto. La conclusione della mobilitazione era attesa per il giorno successivo, ma senza certezze: in assenza di un accordo sindacale, lo sciopero avrebbe potuto proseguire a oltranza. L’incertezza ha reso difficile anche comunicare ai rispettivi datori di lavoro la durata dell’assenza.

Il possibile rientro dopo diversi scali

Ai due passeggeri è stato prospettato di viaggiare separatamente su due voli riprogrammati per la mattina successiva. I collegamenti, secondo quanto riferito ai giovani, prevedono diversi scali e potrebbero richiedere un’intera giornata. Tra le preoccupazioni c’è anche la possibilità di rimanere nuovamente fermi durante un cambio, per esempio a Oslo, qualora la situazione non tornasse alla normalità.

Durante l’attesa i due hanno ricevuto la visita del viceconsole onorario Andrea Magugliani, che ha assicurato il monitoraggio della situazione e fornito sostegno morale, senza però poter intervenire sulla vertenza. Francesca e Niccolò lamentano invece la mancanza di assistenza da parte della compagnia e di informazioni sul volo, sul bagaglio e sulle modalità per lasciare lo scalo.

Ai passeggeri sarebbe stata consegnata soltanto una stuoia di poliestere per trascorrere la notte. I due riferiscono di non aver ricevuto acqua, cibo o indicazioni sufficienti, mentre le strutture ricettive vicine risultavano piene oppure troppo costose. Piccole squadre della Croce Rossa hanno portato un aiuto alle famiglie con bambini e agli altri viaggiatori rimasti bloccati, provenienti da vari Paesi europei e da altre aree del mondo.

Una comunicazione ha informato i passeggeri che la compagnia non avrebbe potuto mettere a disposizione alloggi o voucher per i pasti, indicando la possibilità di chiedere in seguito il rimborso delle spese sostenute. Senza conoscere la quota rimborsabile, però, i due pistoiesi spiegano di non poter affrontare costi elevati per un albergo. Le strutture meno care, quando disponibili, si troverebbero inoltre lontano dall’aeroporto e sarebbero difficili da raggiungere.