Giustizia

Cassazione conferma condanna a 23 anni per omicidio della madre

Patrizio Ruscio, condannato per l'omicidio della madre novantenne, non ottiene un nuovo processo.

Cassazione conferma condanna a 23 anni per omicidio della madre

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dai legali di Patrizio Ruscio, condannato a 23 anni di reclusione per l’omicidio della madre novantenne, Ottavina Maestripieri, soffocata nel suo letto all’alba del 1 giugno 2023. La sentenza, confermata in appello, ha escluso la possibilità di una nuova perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere dell’imputato al momento del delitto.

Il tragico evento si è verificato mentre l’anziana madre di Ruscio stava ancora dormendo. L’aggressione è stata segnalata da una vicina di casa che ha udito i lamenti della donna. Inizialmente, Ruscio ha tentato di far passare l’episodio come un’aggressione a scopo di rapina, ma successivamente ha confessato il delitto al magistrato Leonardo De Gaudio, che ha diretto le indagini.

Dettagli del caso

Secondo la pubblica accusa, il movente del delitto sarebbe stato un ennesimo diniego alla richiesta di denaro da parte di Ruscio. La Corte d’Assise ha condannato l’imputato per omicidio aggravato, evasione e per l’utilizzo indebito della carta bancomat della vittima. La famiglia di Ruscio non si è mai costituita parte civile nel procedimento.

Gli avvocati di Ruscio, Francesco Stefani e Chiara Galli, hanno presentato ricorso in Cassazione su tre punti, tutti respinti dai giudici. La Corte ha ritenuto che Ruscio fosse pienamente imputabile, nonostante un presunto turbamento psichico transitorio, e ha confermato l’aggravante della minorata difesa della vittima, data l’età avanzata di Ottavina Maestripieri.

Prospettive future

La sentenza della Cassazione, emessa ad aprile, ha escluso anche la prevalenza delle attenuanti generiche sulle aggravanti. Nonostante la confessione di Ruscio, che si trova attualmente in carcere a Prato e sta studiando per laurearsi in Economia, il suo legale ha annunciato l’intenzione di presentare un ricorso straordinario, sottolineando la necessità di una perizia psichiatrica per il disturbo di comportamento emerso durante la detenzione.