La situazione della peste suina africana (Psa) in Toscana continua a destare preoccupazione, con il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Capecchi, che denuncia ritardi significativi da parte della Regione nella gestione dell’emergenza. Dopo l’audizione del commissario nazionale per l’emergenza, Giovanni Filippini, il consigliere ha sottolineato che la cabina di regia è stata attivata solo a luglio, nonostante l’allerta fosse stata lanciata già nel 2022.
Capecchi ha evidenziato come la Regione non abbia adottato le misure necessarie per contenere la diffusione del virus e non abbia garantito una gestione adeguata delle strutture per lo smaltimento delle carcasse, un compito che ha visto l’impegno dei cacciatori. “Parlare di gestione della fauna senza affrontare il tema della Psa sarebbe stato un grave errore” ha dichiarato.
Criticità e finanziamenti
Il consigliere ha ricordato che, nonostante la Regione disponga di un finanziamento straordinario di 420mila euro per la Psa, le risorse devono essere utilizzate rapidamente ed efficacemente. “Non è pensabile mettere a rischio una filiera che in Toscana vale miliardi di euro e dà lavoro a migliaia di persone” ha aggiunto Capecchi, promettendo che continueranno a chiedere azioni concrete per fermare la diffusione della malattia.
Inoltre, la Federazione Veterinari Medici e Dirigenti Sanitari (FVM-SIVeMP) ha inviato una lettera ai vertici della Regione Toscana, lamentando l’impossibilità di gestire i crescenti volumi di lavoro legati all’emergenza. Attualmente, nella zona Pistoia-Valdinievole sono in servizio solo tre veterinari, due di ruolo e uno a contratto, evidenziando una grave carenza di personale.
Richieste di confronto
Il segretario regionale della FVM-SIVeMP, Giovanni Cardeti, ha sottolineato la necessità di affrontare non solo la gestione della Psa, ma anche la difficile situazione veterinaria che è diventata cronica. “Se la Psa è considerata una fissazione del mondo veterinario, è necessario informare gli operatori” ha affermato, chiedendo un incontro con la Regione per discutere le problematiche in atto. La situazione richiede risposte immediate e concrete, soprattutto in un momento così critico per la salute animale e per l’economia regionale.