Operazione MedEvac

Il ponte aereo della Cross per salvare vite a Gaza

Il C-130J trasforma il trasporto aereo in un’unità sanitaria mobile per evacuazioni mediche.

Il ponte aereo della Cross per salvare vite a Gaza

Il C-130J, inizialmente progettato per il trasporto tattico e logistico, è stato adattato per diventare un ospedale in volo, svolgendo un ruolo cruciale nell’operazione di evacuazione medica (MedEvac) gestita dalla Centrale remota di soccorso sanitario di Pistoia. Questa iniziativa è unica in Italia, grazie all’accordo della Regione Toscana con l’aeronautica italiana per l’utilizzo di velivoli militari.

L’operazione MedEvac ha visto un aumento significativo delle missioni, con un focus particolare sull’evacuazione di bambini e minori affetti da gravi patologie o traumi. Dalla prima missione, avvenuta il 29 gennaio 2024, sono stati effettuati 13 voli, trasportando 87 pazienti e 579 accompagnatori verso ospedali in Italia. Questi dati posizionano la Toscana come l’unica regione italiana capace di un simile impegno umanitario e sanitario.

Dettagli dell’operazione

Il direttore della Cross di Pistoia, Andrea Nicolini, ha spiegato che la Centrale è l’unica struttura abilitata a gestire questo tipo di trasporto. Le missioni sono attivate dal dipartimento nazionale di protezione civile e ricevono solitamente la documentazione medica dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La valutazione della trasportabilità dei pazienti è un processo delicato, poiché le informazioni mediche possono risalire a molto tempo prima e richiedono conferma sul campo.

Dopo la valutazione, il trasferimento avviene verso ospedali italiani specializzati, grazie alla rete di referenti sanitari regionali. La Cross si avvale dei velivoli C-130J della 46esima brigata aerea di Pisa per effettuare il trasporto sanitario d’emergenza, sia a livello nazionale che internazionale.

Nuove rotte e procedure

Inizialmente, i pazienti venivano prelevati al Cairo e visitati presso l’ospedale italiano Umberto I, ma attualmente l’atterraggio avviene su una pista israeliana. I pazienti, trasportati in ambulanza per ore attraverso il deserto, vengono valutati solo al momento dell’arrivo sotto la scaletta del C-130. A bordo, il personale sanitario ha l’opportunità di intervenire, mantenendo un’alta attenzione nelle condizioni di salute dei pazienti.

Per le missioni a Gaza, la Cross richiede anche l’assistenza di specialisti, come medici anestesisti, per garantire un intervento tempestivo in situazioni critiche. Negli ultimi trasporti, l’equipe ha dovuto gestire casi complessi, come quello di una neonata necessitante intubazione durante il volo.