Scoperte storiche

Scoperte preistoriche al Ponte Sospeso: un focolare antico

Un focolare risalente a 11-12 mila anni fa è stato rinvenuto durante gli scavi archeologici in corso.

Scoperte preistoriche al Ponte Sospeso: un focolare antico

Presso il Ponte Sospeso di Mammiano, attualmente si svolgono scavi archeologici che hanno riportato alla luce importanti reperti preistorici. Il progetto è coordinato da Luca Bachechi, archeologo dell’Università di Firenze. La scoperta ha avuto origine da un ritrovamento casuale avvenuto tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, quando durante la costruzione di un laghetto per la pesca sportiva sono stati rinvenuti materiali risalenti alla fine del Paleolitico Superiore, circa 11-12 mila anni fa.

Successivamente, alcuni gruppi naturalistici della Montagna si sono resi conto che i reperti si estendevano anche alle aree circostanti. Bachechi prosegue: “Trent’anni dopo, in collaborazione con l’Ecomuseo della Montagna pistoiese, abbiamo avviato un’indagine più approfondita. Nel 2025, un primo saggio ha confermato una frequentazione preistorica a circa un metro e mezzo sotto il piano di calpestio attuale”. Nel corso del 2026, insieme a studenti di diverse università italiane, il team di ricerca ha scavato per circa venti giorni, portando alla luce una parte di un focolare preistorico, indicativo di un insediamento potenzialmente esteso.

Significato della scoperta

La scoperta è particolarmente significativa, dato che gli insediamenti all’aperto di questo periodo sono rari in Italia, e solo pochi ne sono conosciuti in Montagna pistoiese. Il focolare, costruito con blocchi di arenaria sbozzata, ha restituito resti di combustione, cenere e numerose schegge di selce, utilizzate per la fabbricazione di strumenti quotidiani. I lavori sono momentaneamente interrotti e riprenderanno in primavera, con Bachechi che esprime ottimismo: “I risultati finora raccolti sono già di grande interesse”.

L’ assessore alla cultura del Comune di San Marcello Piteglio, Alice Sobrero, sottolinea l’importanza delle scoperte per future iniziative di divulgazione, anche in chiave turistica. “Sapere che qui c’erano presidi umani già 10-11 mila anni fa ci apre a nuove possibilità di valorizzazione. Abbiamo richiesto la concessione di scavo per tre anni, per comprendere se questo insediamento fosse stabile nel tempo”. Questo progetto mira a valorizzare anche l’area del laghetto, in vista della creazione di un parco archeologico visitabile.