Boschi privati

Accordo per mettere in sicurezza la strada Mammianese

Coinvolti i confinanti nella rimozione della vegetazione a rischio tra Prataccio e Prunetta

Accordo per mettere in sicurezza la strada Mammianese

L’Unione dei Comuni dell’Appennino Pistoiese ha dichiarato il proprio sostegno al progetto promosso dalla Pro Loco di Prataccio e finanziato dalla Fondazione Caript. L’iniziativa punta a ridurre il rischio di frane e crolli lungo un tratto della strada provinciale 633 Mammianese, tra Prataccio e Prunetta, attraverso il coinvolgimento dei proprietari dei terreni confinanti.

Interventi lungo la provinciale

Il piano prevede la rimozione di alberi e arbusti considerati pericolosi per la stabilità dei versanti e per la sicurezza della viabilità. L’obiettivo è intervenire sui terreni privati che costeggiano la strada, spesso caratterizzati da una vegetazione non sottoposta a manutenzione. L’Ucap, presieduta dal sindaco di San Marcello Piteglio Luca Marmo, offrirà supporto tecnico e scientifico all’iniziativa.

Il progetto si inserisce nel percorso avviato dall’Unione per favorire una gestione più coordinata dei boschi privati della Montagna Pistoiese. Si tratta spesso di appezzamenti piccoli e frammentati, difficili da amministrare singolarmente. Nel 2025 è stata costituita la Comunità del Bosco della Montagna Pistoiese, associazione che riunisce circa sessanta proprietari con l’obiettivo di promuovere una gestione condivisa del patrimonio forestale.

Un modello condiviso

L’iniziativa legata alla Mammianese è collegata, ma autonoma, rispetto alla Comunità del Bosco. La proposta nasce dalla constatazione che molti terreni boscati si trovano lungo le strade provinciali e che, in assenza di interventi dei proprietari, il Comune può procedere soltanto attraverso ordinanze, con costi potenzialmente elevati per i singoli interessati.

Il modello prospettato dall’Ucap e dalla Pro Loco di Prataccio punta invece a riunire i proprietari per organizzare la pulizia delle aree, contenere le spese ed evitare, quando possibile, il ricorso alle ordinanze. Dalla gestione coordinata potrebbe derivare anche la possibilità di ricavare legname da vendere. I due percorsi hanno finalità differenti, ma condividono lo stesso metodo e potrebbero rafforzarsi reciprocamente.

Chi aderirà alle operazioni lungo la provinciale potrà eventualmente partecipare anche alla Comunità del Bosco. L’Unione ha predisposto una lettera di sostegno al progetto, considerato un possibile modello da applicare in altre zone dell’Appennino. Sono previsti incontri pubblici con i proprietari: il primo appuntamento è fissato per il 19 agosto a Prataccio.