Rifiuti e territorio

Montale, confronto sul nuovo termovalorizzatore

Chicco Testa sostiene l’impianto, Rossano Ercolini lo contesta; molti residenti chiedono bonifica e verifiche sanitarie.

Montale, confronto sul nuovo termovalorizzatore

Chiesa parrocchiale di San Giovanni gremita e posti in piedi anche nella compagnia attigua per l’incontro dedicato all’ipotesi di un nuovo termovalorizzatore a Montale. Il dibattito è stato organizzato dalla parrocchia e da alcune associazioni, con la partecipazione di Chicco Testa, presidente di Assoambiente, e Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Italy.

L’iniziativa, voluta dal parroco don Paolo Firindelli nell’ambito di un ciclo sull’educazione, ha messo a confronto due posizioni opposte. Il sacerdote ha sottolineato l’importanza di favorire il dialogo anche con chi sostiene tesi diverse, lasciando ampio spazio agli interventi del pubblico. Il confronto si è svolto in modo vivace, ma ordinato, con numerose domande e osservazioni da parte dei partecipanti.

Le ragioni a favore dell’impianto

Chicco Testa ha sostenuto la necessità dei termovalorizzatori, ricordando la presenza di impianti analoghi in diverse città europee, anche in aree centrali come Vienna e Copenhagen. Secondo il presidente di Assoambiente, i moderni termocombustori producono energia elettrica e teleriscaldamento e hanno emissioni contenute. Nel suo intervento ha inoltre affermato che il traffico inquina più degli impianti, pur osservando che nessuno penserebbe per questo di eliminarlo.

Riferendosi all’ipotesi di un impianto a Montale con una capacità di 100mila tonnellate, il doppio rispetto a quella dell’inceneritore esistente, Testa ha parlato di una struttura necessaria per raggiungere l’autosufficienza dell’Ato. Per il Comune, ha aggiunto, sarebbero previste compensazioni quantificate in circa un milione di euro, destinabili anche alle spese sociali. La Toscana, secondo la sua analisi, sarebbe indietro rispetto a regioni come Lombardia ed Emilia-Romagna.

Le obiezioni dei contrari

Rossano Ercolini ha invece evidenziato i risultati raggiunti dalla comunità locale, con una raccolta differenziata indicata intorno all’80 per cento e una produzione annua pro capite di rifiuto indifferenziato inferiore a 100 chilogrammi. Il dato, ha spiegato, è molto più basso rispetto a quello registrato a Firenze e Pistoia, dove la produzione pro capite sarebbe rispettivamente di 245 e 248 chilogrammi.

Per Ercolini, la priorità dovrebbe essere migliorare la raccolta differenziata nei centri più grandi e non realizzare un altro impianto a Montale, considerata una comunità virtuosa. Il presidente di Zero Waste Italy ha inoltre sostenuto che il residuo indifferenziato può essere trattato a freddo, senza ricorrere all’incenerimento o ad altri sistemi di combustione.

Durante il dibattito, la maggior parte degli interventi si è espressa contro il progetto. Tra le contestazioni sono state ricordate la necessità di una bonifica, l’accumulo delle ceneri nell’area dell’impianto durante i primi anni di attività, la mancata conclusione dell’indagine epidemiologica e la promessa, attribuita ai sindaci, di chiudere l’inceneritore già nel 2023. Sergio Gatteschi, presidente degli Amici della Terra e componente del Comitato per il sì, ha invece definito il progetto una possibile opportunità per Montale, sostenendo che un impianto moderno potrebbe contribuire alla chiusura di altre strutture.

Al termine della serata, don Paolo Firindelli ha consegnato ai due relatori un vassoio in ceramica dipinta a mano. Il confronto si è concluso così dopo una discussione che ha riportato al centro il futuro della gestione dei rifiuti e le preoccupazioni della comunità locale.