Dopo quasi sette anni alla guida della Procura di Pistoia, il procuratore capo Tommaso Coletta si prepara a lasciare l’incarico per assumere la guida della Procura di Lucca. Il trasferimento è previsto da giovedì 24 settembre. Nel corso della sua esperienza pistoiese, il magistrato ha dovuto affrontare l’emergenza sanitaria, la carenza di personale e procedimenti relativi a fenomeni criminali presenti anche nel resto del Paese.
Gli anni dell’emergenza sanitaria
Coletta era arrivato a Pistoia nel dicembre 2019, appena due mesi prima dell’esplosione della pandemia di Covid. La gestione dell’ufficio giudiziario si è così trasformata in una delle prime e più impegnative prove del suo mandato. In assenza di indicazioni normative precise sull’organizzazione dei servizi, la Procura ha dovuto individuare giorno per giorno le modalità per restare operativa e garantire la continuità di un servizio essenziale.
Il procuratore ha descritto quella fase come un periodo di grande responsabilità, ma anche come un impegno stimolante. L’obiettivo era mantenere funzionante il sistema della giustizia nonostante le difficoltà organizzative e le limitazioni imposte dall’emergenza. Nel bilancio del suo incarico, Coletta ha spiegato di lasciare un ufficio in buon ordine di funzionamento.
La carenza di personale e i reati
Tra le principali criticità affrontate a Pistoia c’è stata anche la mancanza di organico. Nella Procura erano in servizio 19 magistrati su una previsione di 35. Secondo Coletta, il personale rimasto ha sostenuto un carico di lavoro significativo, contribuendo comunque a mantenere operative le attività dell’ufficio. Il procuratore ha riconosciuto l’impegno dei colleghi, sottolineando il lavoro svolto negli anni più difficili.
Nel corso dell’intervista, Coletta ha parlato anche dei reati predatori e delle violenze riconducibili al cosiddetto codice rosso. La situazione della provincia di Pistoia, ha osservato, è in linea con quella delle altre province italiane, con un numero di casi in crescita e una difficoltà generale della giustizia nel riuscire a risolverli in tempi rapidi. Il magistrato ha però precisato che la risposta giudiziaria, da sola, non può eliminare il problema.
Per contrastare questi fenomeni, ha aggiunto, servono soprattutto formazione, cambiamenti nella mentalità, attenzione ai comportamenti ed educazione degli adolescenti. Nel congedarsi da Pistoia, Coletta ha definito la città tranquilla e apparentemente sonnolenta, ma non diversa, per caratteristiche e criticità, dal resto del Paese. Adesso guarda al nuovo incarico con entusiasmo e con la volontà di continuare a lavorare, pur ammettendo che le energie fisiche non sono più quelle di un tempo.