Era il periodo degli anni Trenta, quando alle pendici di Germinaia, tra Candeglia e Sant’Alessio, la gente si ritrovava per una merenda e qualche ora in compagnia. Il luogo, in via di Bigiano e Castel dei Bovani, era conosciuto come quello del postino perché lì lavorava Giacomo Innocenti, addetto alla consegna della corrispondenza e, allo stesso tempo, alla preparazione delle merende per chi passava.
Il postino non c’era più, ma il nome è rimasto. Nel 1936 quello spazio è diventato una trattoria, prendendo ufficialmente l’identità con cui era già conosciuto nella zona: Il Postino. A gestirla furono inizialmente Lina e Zeno, arrivati dopo aver venduto un podere a Valdibrana e aver acquistato il locale, allora dotato anche di una bottega.
Dalla bottega alle grandi tavolate
Negli anni Quaranta e Cinquanta l’attività comprendeva la produzione del pane e la preparazione delle merende. Con il tempo il ristorante si è ampliato, diventando un punto di riferimento per matrimoni, cerimonie e tavolate. La trattoria ha così mantenuto una dimensione legata alla vita della comunità, trasformandosi per molte famiglie in un luogo abituale di incontro.
Dopo Lina e Zeno sono arrivati Fiorello e Gina. In seguito la gestione è passata ai loro figli, Gianluca, Stefania e Linda Cecchi. Nei primi anni Duemila Fiorello ha ceduto il ristorante ai figli, che da allora hanno portato avanti l’attività insieme. Oggi, con il coinvolgimento anche dei loro figli, il locale è arrivato alla quarta generazione.
Una cucina legata alla storia del locale
Fiorello è scomparso dodici anni fa, mentre la moglie Gina, oggi 87 anni, continua a offrire il proprio contributo nella gestione quotidiana. La proposta resta fondata sulla cucina tipica e tradizionale. Tra i piatti indicati dalla famiglia ci sono i maccheroni sull’anatra e i ravioli al ragù, ricette diventate parte della storia della trattoria.
In quasi un secolo sono cambiate le abitudini, il modo di lavorare e il rapporto con il pubblico. La famiglia racconta di avere dovuto affrontare nuove difficoltà, mantenendo però l’obiettivo di offrire ai clienti un’esperienza legata alla tradizione del locale. Il riconoscimento più significativo, spiegano i gestori, arriva quando chi si alza da tavola dice di essersi sentito come a casa.
Il novantesimo anniversario è stato anche l’occasione per ringraziare i clienti, i residenti e l’amministrazione intervenuta alla celebrazione. Per la famiglia Cecchi, il traguardo rappresenta la continuità di un’attività nata da una vecchia bottega e diventata, nel tempo, una presenza stabile nel territorio di Pistoia.