A Pistoia la Conferenza delle donne democratiche interviene sulle dichiarazioni del ministro Antonio Tajani dedicate, in una metafora politica, all’abbigliamento delle donne e alla loro affidabilità. Le parole hanno suscitato critiche perché, secondo le esponenti del Pd, riproporrebbero una visione legata a stereotipi del passato e a un modello nel quale sarebbe ancora l’uomo a scegliere.
La presa di posizione collega il caso ai temi dell’emancipazione, dell’indipendenza e del rapporto tra donne e uomini. La Conferenza sostiene che il matrimonio non rappresenti più una necessità sociale e rivendica il valore delle conquiste ottenute attraverso le lotte femministe, indicando nella sicurezza economica uno degli elementi dai quali non si può prescindere per una piena autonomia.
Le contestazioni alle dichiarazioni
Nel documento, le Democratiche definiscono Tajani un collezionista di stereotipi riesumati dal passato. A loro giudizio, il riferimento all’abbigliamento femminile finirebbe per riportare il dibattito pubblico a un’idea subordinata della donna, in contrasto con i risultati raggiunti sul piano dell’emancipazione e della libertà individuale.
La Conferenza critica anche il successivo intervento di Vannacci, accusandolo di rappresentare la donna come un mero oggetto sessuale. Da qui la rivendicazione della libertà delle donne di decidere sui propri corpi e il rifiuto di qualsiasi arretramento rispetto ai diritti conquistati. Il richiamo al femminismo diventa così il principale elemento della presa di posizione diffusa a Pistoia.
Il commento del Pd provinciale
Sulla vicenda è intervenuto anche Marco Mazzanti, segretario provinciale del Pd. Mazzanti ha definito inqualificabili le parole attribuite a Tajani e Vannacci, esprimendo vicinanza alle donne che, secondo il suo giudizio, sarebbero state offese dalle dichiarazioni.
Il segretario ha inoltre invitato il governo a concentrarsi sui problemi indicati come più urgenti per le persone: il caro benzina, il costo dell’energia e gli stipendi fermi da trent’anni. Nel suo intervento ha parlato di una gara interna alla destra a chi utilizza le espressioni più clamorose, contestando così le priorità del dibattito politico nazionale.