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A Pistoia l’addio a Sara, tra fede, amore e testimonianze

Nella chiesa di Sant’Andrea, centinaia di persone hanno salutato la giovane professionista scomparsa dopo una lunga malattia. Il marito Alex: grazie

A Pistoia l’addio a Sara, tra fede, amore e testimonianze

Centinaia di persone si sono raccolte nella chiesa di Sant’Andrea a Pistoia per salutare Sara Memisha, giovane professionista di 31 anni morta dopo una malattia contro la quale non sono bastate le cure. La celebrazione è stata presieduta da don Ugo Feraci e concelebrata da don Diego Pancaldo, in un clima segnato dal dolore, ma anche dai ricordi e dalla profonda partecipazione di familiari, amici e conoscenti.

Il percorso spirituale

Durante l’omelia, don Ugo Feraci ha ricordato il legame con Sara, nato ai tempi del liceo Forteguerri e ripreso quando la giovane gli aveva scritto per esprimere il desiderio di ricevere la cresima. Il sacerdote ha parlato delle domande che Sara poneva sulla fede e della sua ricerca della verità e di ciò che considerava decisivo per la vita.

Il sacerdote ha ricordato anche una conversazione nella quale Sara, già consapevole del peggioramento delle proprie condizioni, aveva manifestato il desiderio di sposarsi in chiesa. Dopo il matrimonio civile con Alex Marraccini, celebrato all’inizio della malattia, i due si erano sposati religiosamente poche settimane fa, con una cerimonia intima. Per don Feraci, quel momento aveva dato pienezza al loro percorso insieme.

Le parole degli amici e del marito

Nel corso della celebrazione sono state pronunciate diverse testimonianze. Costanza Lisi ha paragonato il legame costruito da Sara con le persone che amava a una treccia sacra, promettendo di conservarlo nel tempo. Greta Gaddi ha ricordato la forza della sua voglia di vivere e la capacità di suscitare negli altri sentimenti di meraviglia e gratitudine.

Particolarmente intenso è stato il ricordo del marito. Alex ha spiegato che ogni scelta di Sara aveva senso quando era rivolta al rapporto con gli altri e che la sua battaglia non era combattuta soltanto per sé, ma per poter continuare a vivere accanto alle persone care. Ha descritto la sua forza come straordinaria e ha sottolineato la lucidità mantenuta fino agli ultimi momenti.

Nel suo intervento, Alex ha ripercorso anche la storia della famiglia di Sara: una bambina cresciuta grazie all’impegno dei genitori, arrivati in un luogo nuovo e partiti da condizioni difficili per offrirle opportunità e istruzione. Ha ricordato il ruolo degli zii e il legame costruito nel tempo, spiegando che Sara aveva sempre cercato di proteggere tutti, anche quando si era trovata ad affrontare una prova più grande di lei.

Concludendo il proprio ricordo, il marito ha detto di non riuscire più a distinguere dove finisse Sara e dove iniziasse lui. Il suo intervento si è chiuso con un ringraziamento rivolto alla moglie. Anche lo zio Tony Jaupi ha ringraziato le persone presenti e la famiglia Marraccini, ribadendo che Sara resterà sempre parte della loro comunità.