Don Massimo Biancalani ha presentato un nuovo ricorso contro la rimozione dall’ufficio di parroco di San Niccolò a Ramini. L’atto, depositato al Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, chiede l’annullamento del decreto del Dicastero per il Clero del 10 luglio scorso, con cui erano stati confermati i provvedimenti adottati dal vescovo di Pistoia, monsignor Fausto Tardelli.
Il sacerdote ha annunciato l’iniziativa durante una conferenza stampa, affiancato dagli avvocati Elena Baldi e Fausto Malucchi. Il ricorso, redatto in latino dall’avvocato della Rota Romana Giovanni Moscariello, è composto da 13 pagine e contesta in particolare la decisione relativa a Ramini, distinta dalla vicenda che riguarda la parrocchia di Santa Maria Maggiore a Vicofaro.
La contestazione sulla seconda comunità
Secondo la difesa, le due parrocchie presentano situazioni completamente diverse. I decreti del vescovo, datati 19 febbraio e 6 marzo 2026, avevano disposto la rimozione di Biancalani da entrambe le comunità, richiamando una grave e persistente negligenza dei doveri parrocchiali dopo una formale ammonizione, la perdita della buona stima tra i parrocchiani e i conflitti emersi nel tessuto parrocchiale.
Tra gli elementi indicati nei provvedimenti figurava anche l’attività di accoglienza dei migranti e l’utilizzo dei locali parrocchiali come dormitorio nel 2023. Biancalani sostiene però che le criticità legate alla gestione assistenziale di Vicofaro non potessero essere trasferite automaticamente su Ramini, dove, a suo dire, non ci sarebbero state ammonizioni formali né violazioni accertate.
Nel documento viene inoltre contestato il riferimento alla perdita della buona stima presso i fedeli. La difesa sostiene che il Dicastero non abbia svolto un’indagine indipendente, limitandosi a recepire le valutazioni della curia diocesana senza verificare in modo adeguato il sentimento della comunità. Per i legali, sarebbero mancati anche elementi logici e concreti capaci di spiegare la decisione con riferimento alla specifica parrocchia.
I tempi del procedimento
L’avvocato Fausto Malucchi ha definito il ricorso un passaggio necessario, sottolineando che la Segnatura Apostolica rappresenta il vertice del sistema di impugnazioni previsto in ambito ecclesiastico. La contestazione riguarda soprattutto la motivazione del provvedimento e l’individuazione della norma canonica applicata alla rimozione da Ramini.
Il Supremo Tribunale dovrà ora valutare l’ammissibilità dell’atto. Secondo quanto riferito durante la conferenza stampa, la decisione su questo primo passaggio dovrebbe arrivare entro circa quattro mesi. Nel frattempo resta confermata la rimozione di Biancalani dagli incarichi nelle due comunità pistoiesi, oggetto del precedente decreto del Dicastero per il Clero.