Un controllo tra i banchi del mercato di piazza del Duomo a Pistoia ha portato alla scoperta di una rete di commercio illegale di prodotti contraffatti e non conformi alle norme di sicurezza. L’operazione, condotta dai militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Pistoia, si è conclusa con il sequestro di 21mila articoli, per un valore complessivo stimato in circa 25mila euro.
Gli accertamenti sono partiti durante una verifica antiriciclaggio e sul corretto rilascio degli scontrini fiscali nel mercato del mercoledì. L’attenzione dei finanzieri si è concentrata su una bancarella dove erano esposti numerosi oggetti, tra cui giocattoli apparentemente privi dei requisiti previsti dagli standard europei. Il successivo esame della merce ha fatto emergere violazioni relative alla tutela dei marchi, al Codice del consumo e alla sicurezza dei prodotti destinati ai bambini.
Le verifiche sulla bancarella
Sul banco sono stati sequestrati 10 giocattoli contraffatti, tra false carte Pokemon, peluche con marchio Disney, bambole Mattel e pupazzi Labubu. I finanzieri hanno inoltre trovato 57 prodotti privi del marchio CE, delle avvertenze in lingua italiana e delle indicazioni sulla sede legale del produttore nell’Unione europea. La presenza di diversi articoli con marchi noti ha spinto gli investigatori a ricostruire la provenienza della merce.
Gli accertamenti hanno condotto a un’attività commerciale di Pisa, indicata come fornitrice dei prodotti. Con il coordinamento della Procura della Repubblica pisana, i militari hanno eseguito una perquisizione nel negozio, sequestrando quasi 20mila articoli contraffatti, tra cui altri giocattoli, oltre a 921 prodotti ritenuti non sicuri.
I rischi per i bambini
Tra il materiale sequestrato sono stati individuati anche prodotti inseriti nel sistema di allerta rapido della Commissione europea, perché considerati un grave rischio per la salute e la sicurezza dei consumatori in età pediatrica. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, alcuni giocattoli non rispettavano i requisiti della direttiva 2009/48/CE.
I rischi riguardavano sia la struttura degli oggetti, con la possibile presenza di piccole parti capaci di provocare soffocamento, sia l’eventuale contenuto di sostanze chimiche potenzialmente tossiche. Sono stati denunciati per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi il titolare della bancarella, un cittadino senegalese di circa 40 anni residente a Pistoia, e il commerciante all’ingrosso, un cittadino cinese della stessa fascia d’età, titolare del negozio di Pisa. Per entrambi sono state contestate sanzioni amministrative comprese tra 1.500 e 10mila euro.