È scontro politico a Pistoia dopo l’intervento della consigliera comunale della Lega Cinzia Cerdini sullo spazio dedicato, all’interno del cimitero della Misericordia, ai bambini mai nati. La seduta del Consiglio comunale, durante la quale erano in corso diverse comunicazioni sui temi del territorio, è stata sospesa dopo la replica della consigliera di maggioranza Lavinia Ferrari, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, Possibile e liste civiche.
La contestazione di Cerdini
Cerdini ha definito inopportuno l’atteggiamento della collega, sostenendo che Ferrari avrebbe esordito ridendo e affermando che non avrebbe senso avere un cimitero per chi non è mai nato. La consigliera della Lega ha spiegato di aver voluto esprimere il proprio disappunto per quanto accaduto e ha richiamato il ruolo istituzionale ricoperto dai componenti dell’assemblea.
Secondo Cerdini, dietro un tema che può apparire astratto ci sono persone, storie e sofferenze reali. Il suo intervento, ha precisato, aveva l’obiettivo di ringraziare la Misericordia di Pistoia e il vescovo per la sensibilità dimostrata, anche attraverso la celebrazione di una messa in ricordo dei bambini mai nati, oltre che sottolineare l’importanza di offrire alle famiglie un luogo della memoria.
La consigliera ha aggiunto che la questione non riguarda soltanto convinzioni personali o religiose. Per i genitori che hanno perso un figlio prima della nascita, ha osservato, quel bambino è stato atteso, amato e pianto. Da qui l’invito rivolto alle istituzioni a mantenere rispetto per il dolore altrui, anche quando il confronto politico riguarda temi sui quali esistono sensibilità differenti.
La richiesta di Fratelli d’Italia
Sulla vicenda è intervenuto anche il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che ha parlato di un fatto grave. Per il gruppo non si tratterebbe di una disputa semantica, ma di parole riferite a donne e uomini che hanno affrontato una perdita e a famiglie che hanno scelto un luogo in cui ricordare una vita che non ha avuto la possibilità di nascere.
FdI ha riferito di aver chiesto al sindaco e alla maggioranza una presa di distanza chiara dalle parole pronunciate in aula. Secondo il gruppo, questa presa di distanza non sarebbe arrivata. Al contrario, il sindaco Alessandro Tomasi, indicato nel testo come Capecchi, avrebbe difeso la consigliera. La posizione della maggioranza viene quindi considerata politicamente rilevante, non soltanto per quanto detto durante la seduta, ma anche per la scelta di non correggere o chiarire l’accaduto.
Il gruppo di opposizione ha infine richiamato il ruolo del Consiglio comunale, che dovrebbe affrontare anche i temi più delicati con rispetto, responsabilità e consapevolezza del peso delle parole, soprattutto quando si parla di lutto prenatale, famiglie e bambini mai nati.