Imprese in allarme

Dehors e Tari arretrata, Confcommercio rompe il confronto

L’associazione annuncia possibili iniziative legali dopo l’esito negativo delle interlocuzioni con Palazzo comunale

Dehors e Tari arretrata, Confcommercio rompe il confronto

Si interrompe senza un accordo il confronto tra Confcommercio Pistoia-Prato e l’amministrazione comunale di Pistoia sugli accertamenti Tari inviati a diversi locali e ristoranti cittadini. Le richieste riguardano gli anni dal 2022 al 2025 e sono riferite ai dehors collocati su suolo pubblico.

La vicenda era già stata contestata dall’associazione di categoria, che aveva avviato una ricognizione per valutare l’impatto economico degli accertamenti sulle attività interessate. Secondo Confcommercio, il recupero relativo alle annualità pregresse rischia di rappresentare un aggravio significativo per i bilanci di alcune imprese, soprattutto in un settore che opera con costi e margini già particolarmente delicati.

Il confronto con il Comune

A circa un mese dall’apertura del tavolo con l’amministrazione, Confcommercio sostiene che non sia stato possibile individuare una soluzione condivisa. L’associazione precisa di non mettere in discussione il pagamento di quanto eventualmente dovuto, ma contesta le modalità con cui si è proceduto e l’effetto delle richieste riferite a più annualità.

Per l’organizzazione, sarebbe stato possibile valutare strumenti diversi, capaci di rispettare le regole e allo stesso tempo di contenere le conseguenze economiche per gli esercenti. Un intervento in questa direzione, sostiene Confcommercio, avrebbe potuto ridurre anche il rischio di un contenzioso legale tra le imprese e l’amministrazione.

Possibili iniziative degli esercenti

Di fronte all’esito negativo delle interlocuzioni, gli esercenti valuteranno ora come tutelare le proprie ragioni nelle sedi competenti. Confcommercio lamenta l’assenza di una presa di posizione più incisiva da parte del Comune e sottolinea il ruolo delle attività coinvolte, considerate importanti per i servizi offerti, l’occupazione e la presenza economica nei centri urbani.

L’associazione avverte che, per alcune realtà, gli esborsi richiesti potrebbero tradursi in difficoltà concrete e, nei casi più pesanti, in decisioni drastiche. La vicenda, secondo Confcommercio, rischia inoltre di inasprire i rapporti tra l’amministrazione e il sistema economico locale, proprio mentre si avvicinano le scadenze previste dalla procedura. Resta quindi l’auspicio di poter individuare una soluzione sostenibile per le imprese, il Comune e la città.