Tensione interna

Nel Pd pistoiese cresce la spinta per il congresso

Iscritti e organismi territoriali sollecitano il voto entro il 2026, mentre restano aperte le distanze tra le diverse aree.

Nel Pd pistoiese cresce la spinta per il congresso

La richiesta di celebrare il congresso del Partito Democratico pistoiese entro la fine del 2026 non è più limitata al circolo di Ponte Buggianese. Nelle ultime settimane il documento che sollecita l’apertura del percorso congressuale ha raccolto adesioni in diverse aree della provincia, dalla montagna alla Valdinievole, fino al capoluogo.

Il passaggio politico più significativo è arrivato da Pistoia, dove il partito cittadino ha approvato l’adesione al documento con i voti favorevoli dei presenti e una sola astensione. La richiesta è quella di restituire agli iscritti la possibilità di discutere la linea politica, confrontarsi sulle prospettive del partito e scegliere i nuovi organismi dirigenti attraverso un congresso da convocare entro il 2026.

Una richiesta che attraversa la provincia

Tra le realtà che hanno aderito figurano Marliana, il circolo Monsummano Vergine dei Pini, i circoli di Abetone e Cutigliano e numerosi circoli di Pistoia, dal Centro a Santomato. Tra questi viene indicato anche il circolo Pd Hitachi, considerato una realtà significativa per il legame con il mondo del lavoro e con la storia industriale del territorio.

Il dato sottolineato nel dibattito interno non riguarda soltanto il numero delle adesioni, ma soprattutto la loro provenienza. La spinta coinvolge infatti più zone della provincia e non appare circoscritta a un singolo circolo o a una sola componente. Dopo il voto del partito cittadino, il documento promosso inizialmente da Ponte Buggianese assume così un peso politico maggiore, ponendo con più forza il tema del rinnovamento della dirigenza.

Il confronto tra le componenti

Nel Pd pistoiese restano però differenti valutazioni sull’opportunità di aprire subito la fase congressuale. L’area riconducibile alla segretaria nazionale Elly Schlein, secondo quanto riportato, teme che un congresso celebrato in un clima di forte contrapposizione possa trasformarsi in una semplice conta interna tra le diverse componenti.

L’area riformista locale e una parte crescente della base sostengono invece la necessità di convocare rapidamente i congressi, dopo anni di rinvii. Il confronto riguarda quindi sia i tempi sia il significato politico dell’appuntamento: per i promotori, il voto dovrebbe consentire agli iscritti di definire la linea e stabilire i rapporti tra maggioranza e minoranza.

La questione ora passa agli organismi dirigenti del partito, chiamati a valutare una richiesta che arriva da circoli, militanti e realtà territoriali differenti. Il tema del congresso si intreccia con le divisioni già emerse nel centrosinistra pistoiese e con il dibattito sul funzionamento degli organismi locali, mentre non è ancora stata indicata una decisione definitiva sul percorso da seguire.