La Giornata mondiale del pane diventa l’occasione per richiamare l’attenzione sul ruolo dei panifici e sulle difficoltà che interessano le imprese del settore. A intervenire è AssiPan Confcommercio Pistoia-Prato, che sottolinea il valore economico e sociale di un’attività presente nei centri storici, nei quartieri e nei piccoli comuni.
Un comparto tra economia e tradizione
Il pane viene descritto come una presenza quotidiana sulle tavole e come un elemento legato all’identità e alla socialità delle comunità. I panifici, oltre a garantire un servizio di prossimità, custodiscono competenze artigianali e contribuiscono a mantenere viva la presenza commerciale nei territori. A livello nazionale, il comparto conta 20.720 imprese attive e un fatturato stimato in circa 8,4 miliardi di euro.
La ricorrenza rappresenta quindi, secondo l’associazione, un momento per dare voce alle imprese che ogni giorno assicurano la produzione e la vendita di un bene considerato fondamentale per le famiglie. La filiera ha un peso rilevante non soltanto sul piano economico, ma anche su quello sociale, perché la presenza di un’attività aperta contribuisce alla vitalità di città e paesi.
Le difficoltà per le attività
Il settore deve però fare i conti con una sostenibilità sempre più complessa. Energia, materie prime e personale incidono sui costi di produzione e di gestione, mentre trasferire integralmente gli aumenti sul prezzo finale risulta difficile. Il pane resta infatti un prodotto di largo consumo, il cui costo è particolarmente sensibile per i bilanci familiari.
AssiPan Confcommercio Pistoia-Prato evidenzia la necessità di considerare entrambe le esigenze: da una parte l’attenzione al prezzo di un bene primario, dall’altra le difficoltà degli operatori chiamati a mantenere in equilibrio le proprie attività. Ascoltare la categoria, sostiene l’associazione, significa riconoscere le criticità e affrontarle con consapevolezza, tutelando la qualità del pane artigianale e la presenza dei panifici sul territorio.