Formazione professionale

A Pistoia nasce il Maglificio Sociale per nove donne

Percorso retribuito di 180 ore, sei imprese coinvolte e assunzioni previste dall’inizio del 2027.

A Pistoia nasce il Maglificio Sociale per nove donne

A Pistoia prende forma il Maglificio Sociale, progetto promosso da Rifò e dalla Cooperativa Sociale Manusa per offrire nuove opportunità occupazionali a nove donne disoccupate. L’iniziativa punta a formare professioniste del rimaglio e del rammendo, valorizzando competenze artigianali legate al distretto tessile e trasformandole in possibili sbocchi lavorativi.

Un percorso tra formazione e lavoro

Il progetto è stato presentato dalla vicesindaca di Pistoia Stefania Nesi insieme ai rappresentanti delle due realtà promotrici. Le partecipanti seguiranno un percorso formativo retribuito della durata complessiva di 180 ore, dedicato alle tecniche del ricamo, del rammendo e del rimaglio. Le attività si svolgeranno nella sede della Cooperativa Sociale Manusa, in via dei Salici 5, che gestirà il laboratorio e accompagnerà le lavoratrici durante il percorso.

Al termine della formazione, previsto con l’inizio del 2027, almeno due delle nove partecipanti saranno assunte da Manusa. Per le altre saranno attivati percorsi di orientamento verso le aziende del distretto, con l’obiettivo di favorire l’inserimento nel mondo del lavoro. Alla realizzazione dell’iniziativa collaboreranno sei maglifici del territorio, tra cui Fmf, Ites, Anapurna, Maglificio Bartolini e Bonaparte, mettendo a disposizione macchinari e formatori.

Il legame con il distretto tessile

Il Maglificio Sociale nasce per rispondere a tre esigenze: preservare il patrimonio artigianale del distretto tessile di Prato e Pistoia, creare prospettive per persone che incontrano difficoltà nell’accesso all’occupazione e garantire maggiore tracciabilità della filiera produttiva. Il progetto mette quindi in relazione il tessuto economico pistoiese con il distretto pratese e coinvolge imprese, cooperazione e servizi sociali.

La vicesindaca Nesi ha definito l’iniziativa un modello capace di unire un bisogno produttivo e un bisogno sociale, sottolineando il valore della collaborazione tra realtà di territori diversi. Per Rifò, come spiegato dal fondatore Niccolò Cipriani, il progetto rientra nelle attività orientate a restituire valore al territorio e a promuovere interventi con un impatto sociale concreto. La nuova struttura sarà dunque il punto di riferimento per la formazione e l’accompagnamento delle partecipanti, con l’obiettivo di collegare le competenze acquisite alle necessità della filiera tessile.