Dati Istat

A Pistoia 7.444 case vuote, ma cresce il bisogno abitativo

Il Sunia sollecita una ricognizione degli immobili inutilizzati e interventi contro sfratti e rincari

A Pistoia 7.444 case vuote, ma cresce il bisogno abitativo

A Pistoia sono 7.444 le abitazioni non occupate, mentre resta elevato il numero delle famiglie in cerca di una sistemazione o di un sostegno per sostenere il canone. È su questa distanza tra patrimonio immobiliare e domanda che il Sunia, il sindacato unitario nazionale degli inquilini e degli assegnatari, chiede al Comune una mappatura degli immobili sfitti.

Il dato è ricavato dal censimento Istat 2023, citato dall’organizzazione, secondo cui nel territorio comunale le abitazioni complessive sono 47.397. Il numero, però, non coincide automaticamente con quello degli appartamenti disponibili per una nuova locazione. Tra gli immobili non occupati possono esserci seconde case, abitazioni da ristrutturare, proprietà bloccate da successioni o contenziosi e alloggi non immediatamente utilizzabili.

La richiesta di una mappatura

Per questo il Sunia sollecita un’analisi puntuale, capace di individuare quali abitazioni siano realmente vuote, dove si trovino e in quali condizioni versino. L’obiettivo è capire quante possano essere recuperate e rimesse sul mercato degli affitti a condizioni sostenibili. Il sindacato indica questa ricognizione come il primo passaggio per affrontare il problema senza considerare indiscriminatamente disponibili tutti gli immobili censiti.

La domanda di sostegno abitativo resta consistente. Nel 2025 sono state presentate 573 richieste per un alloggio di edilizia residenziale pubblica, 536 delle quali sono state ammesse in graduatoria. Le domande per il contributo affitto sono state invece 610, con 505 richieste accolte. Secondo le stime riportate dal sindacato, inoltre, 1.817 nuclei familiari avrebbero redditi compatibili con l’accesso alle case popolari, ma non risultano né in graduatoria né tra gli assegnatari.

Alloggi pubblici e canoni in aumento

Nel comune gli alloggi di edilizia residenziale pubblica sono 1.024. Stando a quanto riferisce il Sunia, il 10% risulta sfitto, mentre gran parte del patrimonio è datato e necessita di manutenzione o riqualificazione prima di poter essere assegnato. Il sindacato chiede quindi un recupero più rapido degli appartamenti pubblici inutilizzati.

Anche sul fronte degli sfratti la situazione resta delicata. Le esecuzioni sono scese da 122 a 112, ma la diminuzione viene considerata insufficiente per parlare di superamento dell’emergenza. Nel frattempo, i contratti disponibili diminuiscono e i canoni aumentano: il Sunia segnala rincari fino al 30% per le locazioni transitorie e del 15% per quelle a canone concordato.

Tra le proposte indicate figurano incentivi e garanzie per i proprietari disponibili ad affittare a prezzi sostenibili, regole per gli affitti brevi e interventi più rapidi sugli alloggi pubblici non utilizzati. La mappatura richiesta al Comune dovrebbe servire a stabilire quante delle migliaia di abitazioni non occupate possano effettivamente tornare ad accogliere una famiglia.