Il dibattito sulla partecipazione degli studenti alla festa della Folgore, in programma venerdì a Pistoia, è arrivato in Consiglio comunale. Al centro della discussione c’è la presenza delle scuole alla commemorazione della battaglia di El Alamein, tema sul quale maggioranza e opposizione hanno espresso posizioni contrapposte.
La difesa del reggimento
Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha manifestato rammarico per le critiche rivolte all’iniziativa e ha difeso il ruolo del 183° Reggimento Nembo della Folgore nella comunità cittadina. Secondo il partito, molti militari vivono da tempo a Pistoia, dove hanno formato le proprie famiglie e partecipano alla vita della città.
Nel suo intervento, FdI ha richiamato le attività svolte dai paracadutisti in collaborazione con Avis e i rioni cittadini, oltre al volontariato e alla disponibilità garantita in occasione di emergenze o necessità della popolazione. Proprio il legame con il territorio, sostiene il gruppo, renderebbe il corpo militare una presenza significativa anche sul piano sociale.
Una posizione analoga è stata espressa dai consiglieri regionali Alessandro Tomasi e Alessandro Capecchi, che hanno parlato di strumentalizzazioni e hanno respinto l’idea che il reggimento possa rappresentare un esempio negativo per i giovani. Per i due esponenti, il Nembo è un patrimonio della città sotto il profilo militare, storico, sociale e umano.
Le critiche della maggioranza
Dai banchi dell’opposizione sono arrivate altre prese di posizione a favore dell’evento. Alessandro Sabella, di Forza Italia, ha definito importante la giornata e ha sottolineato il valore della parata, alla quale parteciperanno autorità militari provenienti da tutta Italia. Cinzia Cerdini, della Lega, ha invece sostenuto che ricordare la Folgore e la battaglia di El Alamein non significhi ignorare il contesto storico del fascismo.
Secondo Cerdini, la commemorazione dei soldati deve essere distinta dall’approvazione del regime e delle sue responsabilità. Le iniziative pubbliche, ha aggiunto, possono diventare occasioni per trasmettere ai ragazzi una conoscenza più consapevole della storia.
La maggioranza ha però concentrato le proprie obiezioni soprattutto sul coinvolgimento delle scolaresche. Alessandro Giovannelli, del Partito democratico, ha definito delicato il meccanismo attraverso cui si rischierebbe di celebrare il valore militare in senso assoluto, giudicandolo in contrasto con i principi della Repubblica.
Per Giovannelli, le scuole dovrebbero essere coinvolte quando la memoria storica viene collegata ai valori della pace e della Costituzione. Sulla stessa linea Giulia Caselli, della lista Civica Capecchi sindaco, secondo la quale l’istituzione scolastica deve restare un luogo di conoscenza e pensiero critico, orientato alla costruzione di un futuro fondato sul dialogo e sulla cooperazione, anziché sulle armi.