Istruzione e diritti

Supplenza sdoppiata a Pistoia, docente esclusa dalle graduatorie

La professionista contesta la gestione dell’incarico e attende il riesame del provvedimento.

Supplenza sdoppiata a Pistoia, docente esclusa dalle graduatorie

Una nomina inizialmente comunicata come incarico da 18 ore settimanali si è trasformata in una supplenza divisa tra due istituti, fino all’esclusione dalle graduatorie. È la vicenda denunciata da Giulia Guidara, insegnante precaria di sostegno abilitata anche per una classe di concorso disciplinare, che ha presentato un’istanza di riesame dopo essere rimasta senza lavoro.

La procedura riguarda un istituto superiore di Pistoia e prende avvio il 31 agosto, quando la docente riceve una nomina dalle graduatorie provinciali per le supplenze, valida fino al termine delle attività didattiche. Il giorno successivo si presenta nella scuola e firma la presa di servizio. Secondo quanto riferito dalla docente, il documento indicava un incarico di 18 ore settimanali, distribuite su cinque giorni e nello stesso istituto.

L’incarico diviso tra due sedi

Il 2 settembre, però, la segreteria di una seconda scuola la contatta per informarla che avrebbe dovuto prendere servizio anche lì. L’incarico risultava infatti suddiviso in nove ore presso ciascuno dei due istituti. Per motivi personali emersi dopo la compilazione della domanda per le graduatorie, la gestione di due sedi sarebbe diventata particolarmente difficile. Il 3 settembre Guidara comunica quindi la rinuncia all’incarico.

In seguito, sostiene la docente, dall’Ufficio scolastico provinciale le sarebbe stato spiegato che, in caso di rinuncia legata alla difficoltà di lavorare su due sedi, avrebbe potuto accettare soltanto le nove ore nella prima scuola. Questa possibilità, secondo la sua ricostruzione, non le sarebbe stata comunicata al momento della presa di servizio. Nel frattempo, l’insegnante aveva accettato una supplenza di 18 ore in un altro istituto della provincia attraverso le graduatorie d’istituto.

Il provvedimento e il ricorso

Il 1° ottobre, per verificare la propria posizione, la docente contatta l’Ufficio scolastico provinciale. In quella sede apprende che il suo comportamento viene interpretato come abbandono del servizio e non come semplice rinuncia. Il 6 ottobre arriva quindi il decreto che dispone la sua esclusione sia dalle graduatorie provinciali per le supplenze sia da quelle d’istituto.

Il 9 ottobre il legale della docente presenta un’istanza di riesame in autotutela all’Ufficio scolastico provinciale e alla dirigente del primo istituto, chiedendo la revisione del provvedimento. Al 23 ottobre, data alla quale si riferisce la ricostruzione della vicenda, non era ancora arrivata una risposta. La conseguenza denunciata da Guidara è la perdita dell’incarico e l’impossibilità di lavorare nelle graduatorie per i due anni previsti dal provvedimento.

La docente contesta in particolare la mancata comunicazione sulla possibilità di accettare lo spezzone da nove ore. La vicenda, osserva, avrebbe avuto ripercussioni anche sugli alunni con disabilità che seguiva, rimasti senza la loro insegnante di sostegno. La richiesta di autotutela dovrà ora essere valutata dagli uffici e dalla dirigenza scolastica coinvolti.