Striscioni, costumi e una protesta senza occupazione né blocco delle lezioni. Il piazzale dell’istituto Fedi-Fermi di via Panconi ha ospitato la mobilitazione di numerosi ragazzi, scesi davanti all’ingresso per richiamare l’attenzione sulle condizioni dell’edificio. Tra i partecipanti c’erano anche studenti mascherati da dinosauro e da cammello, in una manifestazione caratterizzata da una componente goliardica ma orientata a denunciare problemi che, secondo i ragazzi, si trascinano da tempo.
Al centro della protesta ci sono soprattutto le infiltrazioni e la necessità di interventi di manutenzione. Gli studenti hanno riferito che, quando piove, l’acqua continua a filtrare dai soffitti, raggiungendo aule e laboratori. Una situazione che, sempre secondo le loro testimonianze, rende difficoltoso utilizzare alcuni spazi per le attività didattiche e alimenta le preoccupazioni sulla sicurezza e sulla qualità degli ambienti scolastici.
Le condizioni denunciate
Tre studenti di terza hanno indicato come esempio la zona dei laboratori, dove sarebbero presenti circa cinquanta impalcature. A loro giudizio, la presenza dei sostegni evidenzia il dislivello tra la copertura dell’edificio e le parti che vengono sorrette provvisoriamente. I ragazzi hanno inoltre parlato di laboratori non accessibili, macchinari non funzionanti e di una struttura che non sarebbe adeguata alle esigenze quotidiane di chi la frequenta.
Un altro capitolo riguarda gli spazi per l’educazione fisica. Gli studenti hanno spiegato che al momento possono contare soltanto sul piccolo campetto situato dietro la scuola, su alcune aule attrezzate con tavoli da ping pong oppure sulla vecchia falegnameria. Quest’ultimo ambiente, però, avrebbe un pavimento inadatto all’attività sportiva, con buche e infiltrazioni d’acqua in caso di maltempo. Per i ragazzi, una caduta in quelle condizioni potrebbe provocare conseguenze serie.
La richiesta degli studenti
La protesta si è quindi concentrata sulla richiesta di un intervento complessivo per il plesso di via Panconi. Gli studenti hanno riconosciuto che la sistemazione dell’edificio richiederebbe lavori rilevanti, ma hanno chiesto di poter seguire le lezioni in ambienti sicuri e accessibili. Nelle loro parole, la mobilitazione vuole rappresentare un segnale preciso dopo anni di attesa e riportare l’attenzione sulle carenze della scuola.
Accanto alle criticità dell’edificio, i partecipanti hanno sollevato anche il tema dell’offerta formativa, ritenuta poco aggiornata e non sempre adeguata alle nuove generazioni. La richiesta, in questo caso, è che i programmi e i metodi di insegnamento riescano a seguire i cambiamenti degli studenti, invece di chiedere ai ragazzi di adeguarsi a un sistema percepito come ormai superato.