Alessandro Capecchi, vice capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, e la deputata Irene Gori hanno presentato tre emendamenti alla proposta di legge sull’agricoltura per intervenire sulla disciplina delle serre temporanee. L’iniziativa, spiegano i promotori, nasce dopo il confronto con le amministrazioni locali e con le associazioni di categoria.
Al centro della proposta c’è la durata delle strutture utilizzate dalle imprese agricole, in particolare per proteggere le piante ornamentali dagli effetti delle piogge e del caldo estivo. Secondo Capecchi, gli interventi normativi approvati negli anni hanno reso sempre più frequente la possibilità di realizzare queste serre, senza però definire in modo sufficientemente chiaro i limiti temporali della loro permanenza.
Il nodo della rimozione periodica
La normativa prevede attualmente la comunicazione, ogni due anni, della necessità di mantenere le strutture. Per Capecchi, questa impostazione rischia di creare difficoltà alle aziende, costrette a smontare le serre per poi ricostruirle, oppure esposte alla contestazione di possibili abusi edilizi. Gli emendamenti, presentati dal consigliere come primo firmatario, sono ora all’attenzione degli uffici regionali competenti.
L’obiettivo dichiarato è definire un quadro più chiaro e omogeneo, con particolare riferimento alla permanenza delle serre nel tempo. La natura temporanea delle strutture, secondo i proponenti, non dovrebbe comportare automaticamente un obbligo di rimozione periodica, ma dovrebbe essere valutata in relazione alle effettive esigenze produttive dell’impresa agricola.
Uniformità nell’applicazione
Gori sottolinea inoltre la necessità di una disciplina facilmente applicabile anche dai Comuni, per evitare interpretazioni differenti tra le singole amministrazioni. La proposta punta quindi a garantire maggiore certezza normativa alle aziende agricole e a superare quella che i promotori considerano una stortura del sistema.
Gli emendamenti si inseriscono nel percorso di esame della proposta di legge sull’agricoltura. La loro valutazione spetta ora agli uffici regionali, chiamati a verificare le modifiche alla disciplina delle serre temporanee e le possibili ricadute sull’attività delle imprese.