Si allarga l’infezione da peste suina africana in Toscana, con il rinvenimento di tre cinghiali morti, due dei quali risultati positivi alla malattia. I decessi sono stati segnalati immediatamente dall’allevatore alle autorità sanitarie competenti. Le analisi sono state effettuate dal Centro di Referenza Nazionale per lo studio delle malattie da pestivirus e da asfivirus (Cerep), che ha confermato la positività dei campioni prelevati dal servizio veterinario dell’Asl Toscana Centro.
La peste suina africana è una malattia virale altamente contagiosa e letale che colpisce suini e cinghiali, ma non è trasmissibile all’uomo. Attualmente, non esistono vaccini o cure per questa malattia, il che ha portato a un livello di attenzione massima per la tutela del patrimonio zootecnico. Il Ministero della Salute ha convocato un’Unità di crisi centrale per coordinare le misure di contenimento e eradicazione del nuovo focolaio.
Misure di contenimento e sorveglianza
In seguito ai casi confermati, sono state individuate le zone di protezione e sorveglianza attorno all’allevamento interessato. Sono state rafforzate le misure di sorveglianza e sono state disposte tutte le procedure di controllo sul territorio, grazie alla collaborazione tra Regione, Asl Toscana Centro e il commissario straordinario per la peste suina africana. È stato imposto un divieto assoluto di caccia al cinghiale e l’obbligo di testare tutte le carcasse rinvenute.
Il sindaco di Ponte Buggianese, Nicola Tesi, ha commentato la situazione, sottolineando il passaggio temuto da ungulati a suini, pur allo stato brado, e ha annunciato che il commissario Filippini emetterà un’ordinanza specifica per la zona. Il Comune di San Marcello Piteglio ha adottato misure specifiche, tra cui il rafforzamento della sorveglianza e la ricerca attiva delle carcasse.
Comportamenti responsabili
Il Comune ha esortato tutti, in particolare allevatori e frequentatori delle aree boscate, ad adottare comportamenti responsabili. È fondamentale segnalare immediatamente alle autorità sanitarie il ritrovamento di carcasse di cinghiale o suini morti, evitando qualsiasi contatto con animali selvatici, vivi o morti. Inoltre, si raccomanda di disinfettare calzature e mezzi dopo aver frequentato aree boschive e di rispettare rigorosamente le misure di biosicurezza negli allevamenti.
Infine, i cantieri della Provincia di San Marcello e Massa e Cozzile saranno destinati a deposito di carcasse infette, con San Marcello già operativo e Massa e Cozzile che lo sarà a breve.