Ricerca medica

Da Pescia un nuovo approccio alla colonscopia per anziani

Lo studio Platone, condotto su 300 persone, ha confrontato preparazioni intestinali con volumi diversi.

Da Pescia un nuovo approccio alla colonscopia per anziani

Dalla Gastroenterologia di Pescia arriva un nuovo approccio alla preparazione della colonscopia destinata ai pazienti anziani e più fragili. Lo studio Platone, una ricerca multicentrica italiana coordinata dall’ospedale Santi Cosma e Damiano di Pescia, è stato presentato nei giorni scorsi a Città del Capo, in Sudafrica, durante la cerimonia di apertura del congresso Endo 2026 della World Endoscopy Organization.

Il lavoro è stato selezionato tra i tre migliori contributi scientifici a livello globale e ha ricevuto il Glaciomar Machado Distinguished Abstract Award. L’indagine è stata promossa dall’Aigo, l’Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri, con l’obiettivo di affrontare uno dei principali ostacoli alla prevenzione e alla diagnosi delle patologie del colon.

Il confronto tra le due preparazioni

La colonscopia richiede una preparazione intestinale che consenta di osservare correttamente la mucosa. Per molte persone anziane, tuttavia, assumere grandi quantità di liquidi può rappresentare una difficoltà significativa. Il preparato tradizionale prevede infatti l’assunzione di due litri di soluzione, una quantità che può risultare difficile da tollerare e che, in alcuni casi, può portare a esami incompleti o alla rinuncia alla procedura.

Lo studio Platone ha messo a confronto il regime standard da due litri con una preparazione a basso volume, pari a un litro. Secondo i risultati illustrati al congresso dal dottor Paolo Montalto, direttore della Gastroenterologia di Pescia e presidente eletto di Aigo, la soluzione a volume ridotto è risultata non soltanto paragonabile a quella tradizionale, ma anche superiore per efficacia e capacità di individuare le lesioni.

La collaborazione tra i centri italiani

La ricerca ha coinvolto 300 pazienti anziani trattati in ambito ambulatoriale. Il progetto è stato guidato dalla Gastroenterologia dell’ospedale di Pescia, centro coordinatore della Gastroenterologia Pistoia-Prato diretta dal dottor Mario Lombardi. Alla realizzazione hanno partecipato anche la Gastroenterologia oncologica del Cro di Aviano, la Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell’Asst Sette Laghi di Varese e la Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva di Firenze dell’Ausl Toscana centro.

Presentando il lavoro, Montalto ha sottolineato l’importanza di rendere la procedura più semplice per una popolazione destinata a invecchiare e sottoposta con maggiore frequenza a esami endoscopici. Il medico ha inoltre indicato nel 20% dei casi la quota media di pazienti che oggi arrivano alla colonscopia con una preparazione inadeguata. Il nuovo schema a basso volume punta quindi a ridurre una delle difficoltà pratiche che possono compromettere la qualità dell’esame e l’individuazione delle lesioni.