Scontro consiliare

A Pistoia Ferrari si scusa per il caso dei bambini mai nati

La consigliera Avs esprime rammarico, mentre la minoranza attribuisce al sindaco la responsabilità politica

A Pistoia Ferrari si scusa per il caso dei bambini mai nati

Le scuse sono arrivate durante la seduta del consiglio comunale di Pistoia, dopo le polemiche legate al cosiddetto cimitero dei bambini mai nati e alla convenzione rinnovata tra la Misericordia di Pistoia e la Cappellania dell’ospedale San Jacopo. La consigliera Avs Lavinia Ferrari, al centro della vicenda per alcune dichiarazioni pronunciate la settimana precedente, ha espresso il proprio rammarico per il dolore che le sue parole possono avere provocato.

Il primo intervento è stato quello del capogruppo di Avs, Francesco Branchetti, che ha assunto la responsabilità politica delle parole pronunciate in aula dalla consigliera. Branchetti ha spiegato che l’espressione di un singolo componente deve essere considerata anche come espressione del gruppo e si è rivolto alle persone che si sono sentite offese o hanno sofferto, dicendo di essere dispiaciuto per quanto accaduto.

La minoranza attacca il sindaco

Nel corso della seduta, però, il confronto si è spostato anche sul ruolo del sindaco Giovanni Capecchi. La capogruppo della Lega, Cinzia Cerdini, ha sostenuto che il primo cittadino non avrebbe riportato il dibattito entro i limiti del rispetto e avrebbe attribuito a lei una posizione mai espressa. Secondo Cerdini, il sindaco avrebbe perso l’occasione di esercitare pienamente il proprio ruolo istituzionale.

Sulla stessa linea la capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha sottolineato come il sindaco rappresenti l’intera comunità, a differenza dei partiti e delle liste civiche impegnati nel confronto politico. A suo giudizio, a suscitare maggiore sconcerto non sarebbero state soltanto le parole pronunciate da Ferrari, ma anche quello che è stato definito il minimizzare della vicenda da parte del primo cittadino.

Le parole della consigliera

Il gruppo Avanti Pistoia, con i consiglieri Reni e Breschi, ha contestato a sua volta la gestione della discussione, sostenendo che il sindaco avrebbe dovuto svolgere una funzione di mediazione e favorire una ricomposizione del confronto. L’opposizione ha quindi indicato Capecchi come il principale responsabile politico della situazione venutasi a creare.

Quando è arrivato il momento di discutere l’ordine del giorno presentato da Lega e Fratelli d’Italia, Ferrari ha rivolto le proprie scuse alle persone che potevano essere state ferite dalle sue parole. La consigliera ha chiarito di non avere mai voluto sminuire il dolore legato alla vicenda e ha ringraziato il sindaco per avere compreso il senso delle sue dichiarazioni.

Ferrari ha inoltre respinto l’idea di essere utilizzata come strumento di attacco politico contro il primo cittadino, richiamando la presenza di due distinti ordini del giorno sottoscritti solo da alcuni gruppi di opposizione. La consigliera ha infine ribadito il proprio impegno a difendere la libertà delle donne e l’applicazione dei diritti previsti dalla legge, dentro e fuori dall’aula.