Aggregazione giovanile

A Pistoia Giorgia Sottana: «I playground aiutano a socializzare»

L’ex capitana azzurra racconta il dopo-carriera e invita a ridurre la dipendenza dai dispositivi elettronici.

A Pistoia Giorgia Sottana: «I playground aiutano a socializzare»

Il Kellogg’s Minibasket Tour ha fatto tappa a Pistoia, nel playground di Montuliveto, con la partecipazione di Giorgia Sottana. L’ex capitana della Famila Schio e della Nazionale italiana, ritiratasi dalla pallacanestro la scorsa primavera, è stata l’ospite principale dell’iniziativa, dopo Marco Belinelli, protagonista dell’edizione precedente.

Sottana ha sottolineato il valore di appuntamenti dedicati ai più giovani, descrivendo il pomeriggio pistoiese come un momento di sport, divertimento e incontro. Secondo l’ex giocatrice, iniziative di questo tipo sono importanti non soltanto per avvicinare bambini e ragazzi alla pallacanestro, ma anche per favorire relazioni e occasioni di condivisione fuori dagli ambienti abituali.

Il ruolo dei playground

Il tema si inserisce nel percorso di crescita degli spazi sportivi all’aperto presenti in città. A Pistoia sono stati inaugurati due playground negli ultimi anni, mentre un terzo è previsto a Legno Rosso. Per Sottana, la diffusione di queste strutture ha un valore sociale ancora più ampio rispetto alla sola promozione del basket, sia maschile sia femminile.

L’ex atleta ha osservato che le nuove generazioni appaiono sempre più sedentarie e legate ai dispositivi elettronici. I campi all’aperto, ha spiegato, possono incoraggiare i ragazzi a uscire di casa e aumentare le possibilità di incontrare persone nuove, unite dalla stessa passione sportiva. In questo senso, i playground diventano luoghi di aggregazione spontanea e accessibile.

La vita dopo il ritiro

La conversazione ha toccato anche la fase iniziata dopo la conclusione della carriera. Sottana ha raccontato di essere impegnata nella famiglia e nelle sue passioni, tra fotografia, videomaking e scrittura, cercando di capire come trasformarle eventualmente in un’attività professionale. Il basket, ha chiarito, continua comunque a far parte della sua vita.

Alla domanda sulla mancanza delle partite, l’ex capitana ha risposto di non sentire nostalgia del basket giocato. Una consapevolezza che, a suo giudizio, conferma come il momento dell’addio sia arrivato nel periodo giusto. Il suo ultimo capitolo agonistico si è chiuso a Schio con la conquista dello scudetto, ottenuto dopo la sconfitta interna in gara-1 contro la Reyer Venezia e la successiva rimonta nella serie.

Nel bilancio della carriera, Sottana ha ricordato 33 trofei, compresi nove scudetti, e 186 presenze con le selezioni azzurre. Ha spiegato di non avere rimpianti e di sentire di aver dato tutto ciò che poteva come atleta. Sullo stato del basket femminile italiano ha infine indicato nello sviluppo capillare sul territorio il principale indicatore della crescita del movimento, auspicando che i recenti risultati della Nazionale ai Mondiali possano portare maggiore visibilità allo sport.