Emergenza sociale

A Pistoia il dibattito sull’accoglienza dopo i disagi

Cipriani e Lauria replicano a don Biancalani: servono risposte per fragilità, casa e inclusione.

A Pistoia il dibattito sull’accoglienza dopo i disagi

Dopo gli episodi di degrado e microcriminalità segnalati nei giorni scorsi in diverse zone di Pistoia, torna al centro del confronto la gestione dell’accoglienza e del disagio sociale. I fatti hanno riguardato piazza della Resistenza, via Porta Carratica, Galleria Nazionale e Ramini, riaprendo la discussione sulle modalità con cui affrontare le situazioni di fragilità e le ricadute sulla cittadinanza.

La posizione di Cipriani e Lauria

A intervenire sono Luca Cipriani, segretario provinciale di Libertà e Democrazia, e Francesco Lauria, presidente dell’associazione Sognare da Svegli. I due esponenti hanno replicato alle dichiarazioni di don Massimo Biancalani, ex parroco delle comunità di Vicofaro e Ramini, sostenendo che la risposta ai problemi emersi non possa consistere nel riproporre quei modelli di accoglienza.

«Mai più Vicofaro, mai più Ramini», affermano Cipriani e Lauria, definendo fallimentari gli esempi richiamati. La loro presa di posizione, spiegano, non equivale alla volontà di abbandonare le persone fragili o di rinunciare agli interventi di sostegno. Al contrario, secondo i due rappresentanti, è necessario evitare soluzioni che possano produrre nuovi disagi, alimentare la paura e determinare condizioni di degrado concreto sia per chi vive una situazione di difficoltà sia per il resto della popolazione.

Il nodo dell’emergenza abitativa

Nel loro intervento Cipriani e Lauria chiedono alla politica di non limitarsi alla discussione dei problemi, ma di individuare e costruire risposte. Tra le questioni indicate c’è l’emergenza abitativa, che anche a Pistoia, sostengono, si sta aggravando con conseguenze sociali, economiche ed esistenziali.

Per affrontare la situazione, i due esponenti richiamano al confronto la politica, il mondo del volontariato, i partiti, le associazioni e la cittadinanza. L’obiettivo indicato è ritrovare uno spazio di discussione rispettoso e assumere decisioni orientate al bene comune, con interventi capaci di coniugare inclusione, sostegno e tutela della convivenza.

Cipriani e Lauria riconoscono comunque che don Biancalani abbia posto l’attenzione su un problema reale: la necessità e l’urgenza di rafforzare una rete di sostegno e inclusione per le persone più fragili. Il riferimento non riguarda soltanto gli immigrati, ma anche anziani soli, giovani, coniugi separati e disoccupati. Il confronto resta quindi aperto sulla definizione di un sistema di accoglienza diverso, in grado di rispondere alle difficoltà senza generare ulteriori tensioni nei quartieri e negli spazi cittadini.