Memoria civile

A Pistoia il libro di Sardo sulla storia di Giuseppe Tragna

All’Auditorium Terzani confronto pubblico con l’autore, tra testimonianza, libertà e opposizione alla mafia.

A Pistoia il libro di Sardo sulla storia di Giuseppe Tragna

Lunedì 26 ottobre, alle 17.30, l’Auditorium Terzani della Biblioteca San Giorgio di Pistoia ospita un incontro con Carmelo Sardo, giornalista, caporedattore delle cronache del Tg5 e scrittore siciliano. Al centro dell’appuntamento c’è il suo libro L’ultima estate di un uomo perbene, pubblicato da Zolfo Editore.

La vicenda di Giuseppe Tragna

Il volume racconta la storia di Giuseppe Tragna, ucciso per essersi opposto alla mafia e per non aver accettato di piegarsi alla prepotenza criminale. La sua vicenda viene presentata come una testimonianza di coraggio, dignità e resistenza alla criminalità organizzata, sullo sfondo delle ferite lasciate dalla mafia in Sicilia.

Durante l’incontro, Carmelo Sardo accompagnerà il pubblico in una riflessione sul significato delle scelte individuali e sul prezzo della libertà. Il racconto del libro sarà anche l’occasione per affrontare i temi della responsabilità personale, del coraggio civile e del valore della memoria nella costruzione di una consapevolezza condivisa.

A dialogare con l’autore sarà Maurizio Gori, di Giallo Pistoia, che modererà l’appuntamento. Il percorso proseguirà martedì 27 ottobre con un incontro rivolto alle scuole, sempre nell’ambito delle attività dedicate alla memoria e all’educazione alla legalità.

Il progetto Portatori di Memoria

L’iniziativa rientra nel programma di Portatori di Memoria, progetto di educazione alla legalità democratica e alla cittadinanza attiva promosso dall’associazione Vento e Vertigine Aps. Alla realizzazione collabora anche Quarto Savona Quindici, associazione fondata da Tina Montinaro, vedova di Antonio Montinaro, caposcorta di Giovanni Falcone e vittima della strage di Capaci.

Giunto al secondo anno di attività, il progetto nasce dall’idea che il ricordo delle vittime innocenti delle mafie non debba limitarsi alla conservazione della memoria. L’obiettivo indicato dagli organizzatori è trasformarlo in uno strumento di educazione, consapevolezza e partecipazione, coinvolgendo anche le nuove generazioni attraverso incontri pubblici e iniziative rivolte agli studenti.