La discussione sulla partecipazione degli studenti alla Festa della Folgore si arricchisce di una nuova presa di posizione. A intervenire è Rosalba Bonacchi, presidente del comitato provinciale dell’Anpi di Pistoia, che ha replicato alle dichiarazioni del tenente colonnello Gianfranco Paglia.
In una nota, Bonacchi ha precisato che l’associazione partigiana non intende mettere in discussione il valore delle Forze armate della Repubblica e non ha mai rivolto inviti alla disobbedienza. Secondo la presidente, però, è necessario distinguere tra la possibilità per gli studenti di conoscere le attività delle Forze armate e la partecipazione organizzata di intere classi a una celebrazione militare.
Il richiamo al contesto storico
Proprio questa distinzione, sostiene l’Anpi, rappresenta il punto di partenza della contrarietà espressa nei confronti dell’iniziativa. Bonacchi ha riportato il confronto sul piano della memoria storica, ricordando che la Festa della Folgore si svolge nell’anniversario della battaglia di El Alamein.
Per la presidente del comitato provinciale, quell’episodio non può essere separato dal contesto della guerra di aggressione e di conquista voluta da Mussolini e Hitler. Ricordare il sacrificio dei militari, osserva Bonacchi, richiede quindi di restituire alla vicenda il quadro storico complessivo, per evitare che la memoria risulti deformata o privata delle responsabilità politiche e militari dell’epoca.
La riflessione sul ruolo della scuola
La posizione dell’Anpi riguarda anche il significato educativo dell’iniziativa. Bonacchi ha sollecitato le istituzioni scolastiche pistoiesi a riflettere sull’opportunità di coinvolgere gli studenti in una celebrazione di questo tipo, sottolineando che la scuola deve sì far conoscere la storia, ma soprattutto fornire gli strumenti necessari per comprenderla.
Nel ragionamento dell’associazione, il tema assume particolare rilievo in un periodo segnato dal moltiplicarsi dei conflitti. Il rischio indicato è che le celebrazioni militari possano trasformarsi in occasioni di diffusione di una cultura militarista e bellicista tra le giovani generazioni. Bonacchi ha così replicato anche all’affermazione di Paglia secondo cui il rispetto non può essere «a intermittenza», sostenendo che neppure il rispetto della verità storica e della Costituzione può esserlo.