Dati regionali

Artigianato in crisi, perse 97 imprese a Pistoia

Ebret segnala contrazione anche nel tessile, mentre Cna chiede sostegni per aziende e lavoratori.

Artigianato in crisi, perse 97 imprese a Pistoia

Il sistema dell’artigianato continua a perdere imprese in Toscana, con una situazione particolarmente critica nelle province di Pistoia e Prato. Le elaborazioni regionali di Ebret, l’Ente Bilaterale dell’Artigianato Toscano, realizzate sulla base dei dati Inps, evidenziano una contrazione che coinvolge soprattutto il comparto Tac, cioè tessile, abbigliamento e calzature.

Tra maggio 2025 e lo stesso mese del 2026, nel territorio pratese le imprese artigiane sono scese da 4.035 a 3.794, con una perdita complessiva di 241 attività. Di queste, 200 appartengono al comparto Tac, passato da 2.749 a 2.549 imprese. A Pistoia il saldo è negativo per 97 aziende: si è passati da 1.909 a 1.812. Nel settore moda, invece, le imprese sono diminuite di 37 unità, da 327 a 290.

La crisi del comparto moda

Il rallentamento riguarda anche le iscrizioni a Ebret, diminuite di 27 aziende fino ad arrivare a 224. I dati locali si inseriscono in un quadro regionale più ampio: nell’ultimo anno la Toscana ha perso 1.248 imprese artigiane e 7.919 addetti. Il comparto moda concentra una parte rilevante delle difficoltà, con 409 imprese e 4.446 lavoratori in meno. Le perdite interessano inoltre la meccanica e l’edilizia.

Per Emiliano Melani, presidente di Cna Toscana Centro, i numeri descrivono non soltanto un arretramento economico, ma anche il rischio di disperdere competenze costruite nel tempo. La riduzione delle attività, secondo il rappresentante dell’associazione, mette in pericolo il patrimonio di conoscenze legato al saper fare e la capacità dei territori di tramandarlo.

Costi e domanda tra i fattori di difficoltà

Tra le cause indicate vengono citate la contrazione della domanda, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime e un accesso al credito che potrebbe diventare più oneroso. Le imprese, sostiene Melani, continuano a garantire produzione, occupazione e valore per le comunità locali, ma si trovano a operare in uno scenario condizionato anche dalle conseguenze economiche delle guerre.

Cna Toscana Centro chiede quindi misure concrete per sostenere gli investimenti e la competitività. L’obiettivo indicato è evitare un ulteriore aumento delle chiusure e la perdita definitiva di professionalità, soprattutto nei settori maggiormente esposti alla crisi. Senza interventi tempestivi, il rischio prospettato è un indebolimento crescente del tessuto produttivo artigiano regionale.