Una delegazione dei Giovani Democratici della Toscana ha visitato ieri mattina la Casa circondariale di Pistoia, nell’ambito della campagna regionale Dimenticat?, promossa per conoscere condizioni, criticità e buone pratiche degli istituti penitenziari toscani. All’incontro hanno partecipato il segretario regionale dei Gd Bernardo Taddei, il presidente regionale Sofian Aboulmachayl, il sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana Bernard Dika e la consigliera regionale Simona Querci.
Con loro erano presenti Madalina Golea, della segreteria regionale dei Giovani Democratici, Francesca Di Rico, della segreteria della Federazione Gd di Pistoia, e il consigliere comunale Lorenzo Scalise. La visita ha riportato al centro le condizioni della struttura e le difficoltà che riguardano sia le persone detenute sia gli operatori impegnati quotidianamente nell’istituto.
Sovraffollamento e carenza educativa
Secondo quanto riferito dai Gd, a fronte di una capienza regolamentare di 53 posti, nella casa circondariale sono attualmente presenti 81 detenuti. Il livello di occupazione supera così il 150 per cento e, viene sottolineato, non consente di garantire a ciascuna persona i tre metri quadrati previsti. Il quadro sarebbe stato aggravato dai recenti trasferimenti di detenuti provenienti dagli istituti di Sollicciano e Porto Azzurro.
Per i promotori della visita, l’affollamento può creare condizioni di insicurezza per i detenuti, per il personale della Polizia Penitenziaria e per gli altri operatori. Alla difficoltà legata agli spazi si aggiunge la scarsità di ambienti destinati alle attività scolastiche e formative, considerate essenziali per accompagnare i percorsi individuali di reinserimento.
Un ulteriore elemento segnalato riguarda il personale educativo: nella struttura risulta operativo un solo educatore. Una presenza ritenuta insufficiente per garantire un’adeguata presa in carico dei percorsi di trattamento e recupero. Bernard Dika ha richiamato il principio secondo cui la pena deve tendere alla rieducazione, osservando che formazione, lavoro, cure e ricostruzione dei rapporti sociali possono offrire maggiori strumenti per il ritorno nella comunità.
La richiesta di un presidio sanitario
Durante la visita è stata evidenziata anche l’assenza di un presidio sanitario attivo 24 ore su 24, almeno con la presenza di un operatore infermieristico. In caso di necessità, la prima valutazione delle condizioni di salute dei detenuti ricadrebbe così sugli agenti, che non dispongono della formazione sanitaria specifica per svolgere questo compito.
I Giovani Democratici hanno annunciato l’intenzione di attivarsi perché anche la Casa circondariale di Pistoia possa dotarsi di un presidio infermieristico permanente, rilevando come altre strutture di dimensioni comparabili garantiscano questo servizio. La richiesta si inserisce in una più ampia sollecitazione a investire su personale, spazi, attività e assistenza, per evitare che gli istituti penitenziari diventino luoghi di mero contenimento.
Per Lorenzo Scalise, le criticità osservate incidono direttamente sulla possibilità di costruire percorsi effettivi di reinserimento e sulle condizioni di lavoro di chi opera nella struttura. Il consigliere comunale ha sottolineato che la visita non dovrebbe restare un’iniziativa simbolica e che quanto emerso può rappresentare il punto di partenza per un lavoro concreto anche in Consiglio comunale.