La vicenda degli accertamenti Tari sui dehors coinvolge numerose attività di Pistoia. Confcommercio interviene sulle cartelle relative a più annualità, contestando non l’obbligo di versare i tributi, ma il peso complessivo delle somme richieste agli esercenti, soprattutto per effetto delle sanzioni.
L’associazione ribadisce che non è mai stato messo in discussione il principio secondo cui le imposte dovute devono essere pagate. La richiesta rivolta all’amministrazione comunale riguarda invece la verifica della buona fede dei contribuenti e dell’eventuale esistenza dei presupposti per ridurre o annullare le penalità. Per Confcommercio, il confronto dovrebbe tenere conto delle situazioni concrete in cui si sono trovate le imprese.
La riduzione per le superfici esterne
Uno dei nodi riguarda la Tari ridotta prevista per le attività che hanno presentato l’autocertificazione necessaria a ottenere l’agevolazione. Confcommercio chiede di accertare se lo sconto possa essere applicato anche alle superfici dei dehors emerse durante i controlli. Secondo l’associazione, la corretta gestione dei rifiuti riguarda l’intera attività e non soltanto gli spazi indicati inizialmente nella documentazione.
Sulla questione sono in corso approfondimenti con il supporto dei legali, per stabilire quali riduzioni possano essere riconosciute agli esercenti. La nuova informativa annunciata dal Comune per le future autorizzazioni dei dehors, osserva l’associazione, non risolverebbe comunque la situazione di chi ha già ricevuto gli accertamenti.
Il nodo delle sanzioni
Il secondo fronte riguarda le penalità per omessa denuncia e la possibilità che alcuni contribuenti abbiano agito senza l’intenzione di sottrarsi agli obblighi. Nel mirino c’è la modulistica comunale per la concessione del suolo pubblico, che richiamava il Canone unico patrimoniale senza fornire, secondo Confcommercio, indicazioni altrettanto chiare sugli adempimenti Tari.
Questa carenza informativa, sostiene l’associazione, potrebbe aver indotto alcuni operatori a ritenere di aver già assolto tutti gli obblighi. Da qui la richiesta di valutare l’annullamento delle sanzioni o, in alternativa, la riqualificazione della violazione da omessa a infedele denuncia. Confcommercio sottolinea che il tema non è ottenere un trattamento di favore, ma verificare se le regole siano state comunicate e applicate in modo adeguato.
A rappresentare il peso economico della vicenda è il caso di una cartella da circa 22mila euro ricevuta da un associato. Con il riconoscimento della riduzione del 50,5% e il mantenimento delle sanzioni al 100%, l’importo scenderebbe a poco più di 11mila euro. Con la stessa agevolazione e sanzioni ridotte al 50%, la somma sarebbe di circa 9.278 euro. Se venissero cancellate anche le sanzioni, il conto si attesterebbe intorno ai 7.500 euro, oltre agli interessi legali. Si tratta di cifre indicative, precisa l’associazione, ma sufficienti a mostrare l’impatto che una diversa valutazione potrebbe avere sulla tenuta economica delle imprese.