Disagio psichico

Pistoia, otto mesi per lo psicologo di base

Nell’area dell’Ausl Toscana Centro il primo colloquio può essere fissato fino a giugno; resta poco chiaro l’iter per le situazioni più urgenti.

Pistoia, otto mesi per lo psicologo di base

La ricetta del medico di famiglia, la consapevolezza di avere bisogno di un sostegno e la scelta di rivolgersi al servizio pubblico possono tradursi in un’attesa di otto mesi. È quanto può accadere nell’area pistoiese dell’Ausl Toscana Centro a chi prova ad accedere allo psicologo di base: una richiesta effettuata in questi giorni può portare al primo appuntamento disponibile fino al 1° giugno, nella sede di via degli Armeni.

Un servizio pensato per intervenire presto

Il tempo necessario per ottenere il colloquio entra in contrasto con la funzione attribuita al servizio, attualmente in fase di sperimentazione in Toscana. Lo psicologo di base è stato introdotto per intercettare il disagio nelle sue fasi iniziali e intervenire prima che la situazione possa aggravarsi.

La legge regionale che ha istituito il servizio indica tra gli obiettivi la rapida presa in carico del paziente, la prevenzione e la riduzione del rischio di disagio psichico. Anche l’azienda sanitaria, nella descrizione del percorso, sottolinea la necessità di individuare precocemente le problematiche psico-sociali e di intervenire in modo tempestivo per prevenirne l’aggravamento.

L’accesso avviene tramite il medico di medicina generale o il pediatra. Il percorso è gratuito e prevede fino a sei colloqui. Il nodo, però, è la distanza tra le finalità dichiarate e la disponibilità concreta del servizio: per chi manifesta una difficoltà oggi, un appuntamento fissato a giugno rischia di arrivare quando il bisogno potrebbe essersi trasformato o aggravato.

Il nodo delle situazioni più urgenti

Un ulteriore elemento di criticità riguarda il percorso da seguire nei casi che non possono essere lasciati in attesa così a lungo. La procedura ufficiale dell’Ausl indica l’invio da parte del medico di famiglia, ma non chiarisce con altrettanta evidenza l’esistenza di una corsia alternativa o di un iter più rapido per le necessità immediate.

La mancanza di indicazioni operative sufficientemente chiare può rendere più difficile l’accesso proprio per i pazienti che avrebbero bisogno di una risposta tempestiva. Il problema, quindi, non riguarda l’idea dello psicologo di base, sulla quale la Regione Toscana ha investito, ma la capacità del servizio di garantire concretamente la presa in carico nei tempi coerenti con la sua funzione.

La prevenzione del disagio psicologico, per essere efficace, deve intervenire quando i primi segnali si manifestano. Una lista d’attesa di otto mesi rischia invece di creare una distanza significativa tra la richiesta di aiuto e il momento in cui il supporto diventa effettivamente disponibile.