Memoria operaia

Pistoia ricorda Ugo Schiano e la Marcia della Fame

Alla cerimonia hanno partecipato Siria Schiano, autorità cittadine e delegati sindacali.

Pistoia ricorda Ugo Schiano e la Marcia della Fame

Pistoia ha ricordato Ugo Schiano, ucciso il 16 ottobre 1948 durante la Marcia della Fame, una protesta nata dopo i licenziamenti alla Smi di Campo Tizzoro. La commemorazione si è svolta davanti alla targa di via Cavour, nel luogo legato alla vicenda, e si è conclusa con la deposizione di un mazzo di fiori al monumento di piazza San Leone.

Alla cerimonia erano presenti la figlia della vittima, Siria Schiano, la vicesindaca Stefania Nesi e, per la Provincia, Francesco Branchetti. La partecipazione del sindacato è stata rappresentata, tra gli altri, da Diego Breschi, componente della Rsu di Hitachi, e dal segretario della Cgil Daniele Gioffredi.

Una vicenda che parla al presente

Schiano aveva 26 anni quando venne ucciso. La sua morte avvenne in una fase segnata dalle difficoltà della ricostruzione e dalla crisi occupazionale del dopoguerra. La Marcia della Fame coinvolse circa cinquecento lavoratori della Smi, mobilitati contro i licenziamenti e per difendere le proprie condizioni di vita.

Durante la commemorazione, Diego Breschi ha definito quella storia ancora attuale, richiamando i problemi del lavoro e della sicurezza sociale. Daniele Gioffredi ha sottolineato i rischi legati alla disoccupazione, all’aumento del costo della vita e ai licenziamenti. Secondo il segretario della Cgil, molte persone sono oggi costrette a scegliere tra alimentazione, cure mediche e istruzione dei figli.

Gioffredi ha inoltre collegato la vicenda alle proteste contemporanee e al dibattito sulle risposte ai movimenti di piazza. Nel suo intervento ha richiamato la necessità di affrontare i temi della sicurezza sociale, della scuola e della sanità, evidenziando anche le preoccupazioni per le limitazioni del dissenso.

Il valore della memoria

La figlia Siria ha ricordato l’età del padre al momento della morte e ha osservato che, nonostante il tempo trascorso, Pistoia e il sindacato continuano a mantenere viva la memoria di Ugo Schiano. Ha invece criticato l’assenza di interventi da parte dello Stato sulla vicenda.

La vicesindaca Stefania Nesi ha affermato che Schiano avrebbe potuto restare a casa, ma scelse di partecipare alla mobilitazione perché sentiva come propria la sorte dei lavoratori della Smi. Per Nesi, il significato della commemorazione consiste nel trasformare il ricordo in impegno e nel recuperare quello spirito di comunità che animò la protesta.

Francesco Branchetti ha definito la Marcia della Fame un simbolo ancora attuale, riferito non soltanto alla necessità di pane, ma anche alla difesa dei diritti. La cerimonia si è quindi conclusa al monumento di piazza San Leone, dove è stato deposto un mazzo di fiori in memoria di Schiano.