Il Comune di Pistoia torna a far parte della Rete Re.a.dy, il coordinamento nazionale degli enti locali impegnati nella prevenzione e nel contrasto delle discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere. La decisione è stata assunta dalla giunta nell’ultima riunione e segna il ritorno dell’amministrazione comunale all’interno della rete.
Il confronto con le realtà locali
Il nuovo ingresso è stato preceduto da un percorso di confronto promosso dal sindaco Giovanni Capecchi, dall’assessora alle pari opportunità Elena Sinimberghi e dalla dirigente delle politiche di inclusione sociale. Al dialogo hanno partecipato le realtà e le associazioni della comunità LGBTQIA+ locale, coinvolte nella definizione degli impegni collegati all’adesione.
Secondo quanto illustrato dall’amministrazione, l’obiettivo è promuovere sul territorio pistoiese una cultura fondata sul rispetto, sulla valorizzazione delle differenze e sull’inclusione. Tra i prossimi passaggi indicati figurano tavoli di ascolto con le diverse realtà della comunità, per mantenere aperto il confronto e collegare le attività della rete alle esigenze espresse a livello locale.
Il collegamento con i servizi comunali
L’assessora Sinimberghi ha spiegato che l’adesione non vuole limitarsi a un atto formale. Gli impegni della Rete Re.a.dy saranno infatti raccordati con i servizi e i progetti del Centro per le Famiglie, nell’ambito delle politiche comunali rivolte all’inclusione sociale. La scelta, ha aggiunto, intende superare la fase di inattività del passato e riportare il contrasto alle discriminazioni tra le priorità dell’amministrazione.
Nel commentare la delibera, l’assessora ha richiamato i valori di uguaglianza, tolleranza e pari opportunità sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto comunale. Ha inoltre ringraziato le associazioni e gli uffici coinvolti nel lavoro preparatorio. Con il rientro nella rete nazionale, il Comune di Pistoia riattiva così il proprio impegno istituzionale sui temi dell’orientamento sessuale, dell’identità di genere e della tutela delle differenze.