Elena Pignolo, dirigente scolastica di un istituto di Pistoia, è stata rinviata a giudizio con le accuse di favoreggiamento personale e falso in atto pubblico. Secondo la Procura, avrebbe aiutato un docente del suo istituto a eludere le indagini dopo la denuncia presentata da una studentessa e avrebbe redatto una relazione ritenuta fuorviante sulla vicenda.
La decisione è stata presa al termine dell’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari Alessandro Trinci, alla quale era presente la dirigente. La prima udienza del dibattimento è stata fissata per il 22 gennaio 2027. Pignolo sarà difesa dall’avvocata Pamela Bonaiuti, del foro di Prato, che aveva chiesto il non luogo a procedere.
La denuncia della studentessa
L’inchiesta è nata dal racconto di una studentessa, che avrebbe riferito di attenzioni insistenti da parte di un professore di 58 anni. Nel corso dell’anno scolastico 2024 tra la ragazza e l’insegnante sarebbero stati scambiati numerosi messaggi, alcuni dei quali caratterizzati da un tono molto confidenziale. La studentessa avrebbe poi chiesto aiuto alla madre e a un’insegnante, che avrebbe informato la dirigente.
Secondo quanto riferito dalla ragazza, il docente l’avrebbe palpeggiata a scuola e in due occasioni avrebbe tentato di baciarla. Gli approcci, sempre secondo la denuncia, sarebbero stati respinti, così come le avances contenute nelle conversazioni online. Il professore, lo scorso 15 luglio, ha patteggiato una pena di due anni, con sospensione condizionale, per violenza sessuale aggravata dal contesto scolastico e dalla minore età della presunta vittima.
Le contestazioni alla dirigente
A Pignolo viene contestato il favoreggiamento personale, previsto dall’articolo 378 del codice penale, per avere, secondo l’accusa, avvertito il docente degli accertamenti in corso. La seconda imputazione riguarda il falso in atto pubblico e si riferisce a una relazione ufficiale nella quale la dirigente avrebbe espresso valutazioni favorevoli all’insegnante, sottolineando anche presunte incongruenze nel racconto della studentessa.
Durante l’udienza, il sostituto procuratore Federico Falco ha chiesto il rinvio a giudizio. Alla richiesta si è associato il legale di parte civile, l’avvocato Enrico Zurli di Firenze. La difesa sostiene invece una ricostruzione diversa e afferma che la dirigente avrebbe seguito la procedura prevista in tutte le sue fasi, dichiarandosi estranea alle accuse.
La dirigente, che era stata sospesa dal servizio per un anno, è successivamente rientrata nell’istituto. Il professore è stato invece reintegrato in un altro istituto superiore. Le responsabilità contestate a Pignolo dovranno ora essere valutate nel corso del processo.