Quattordici anni di reclusione per duplice violenza sessuale e rapina. È la condanna pronunciata dal Tribunale collegiale di Pistoia nei confronti di un 23enne originario del Mali, detenuto nel carcere La Dogaia di Prato. Il collegio, presieduto dal giudice Stefano Billet e composto anche dai giudici Giorgio Fortunato e Giacomo Sabini, ha accolto integralmente la richiesta del pubblico ministero Giuseppe Grieco.
La decisione riguarda l’aggressione subita da una donna di 70 anni il 19 giugno 2025, nel quartiere della Vergine, zona residenziale della città. Alla vittima è stata riconosciuta una provvisionale di 10mila euro, immediatamente esecutiva, mentre la quantificazione complessiva del risarcimento sarà definita in sede civile. La donna si era costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocata Sandra Tornatore, del foro di Firenze.
L’aggressione nell’abitazione
Secondo quanto ricostruito nel processo, la 70enne stava raggiungendo il condominio in cui vive la figlia quando si accorse di essere seguita. Il giovane le avrebbe chiesto l’elemosina e lei gli avrebbe consegnato un euro. Poco dopo, nell’androne del palazzo, l’uomo l’avrebbe spinta a terra e aggredita sessualmente.
La donna riuscì a rialzarsi e a entrare nell’appartamento, portando ancora con sé le buste della spesa. L’aggressore la seguì fino alla cameretta della nipotina, dove si sarebbe verificata una seconda violenza. Prima di fuggire, le avrebbe strappato il cellulare e sottratto un tablet lasciato su un tavolino. Il giovane si allontanò dopo aver sentito rientrare la figlia della vittima con il genero, scavalcando la finestra e passando sui tetti adiacenti.
La donna, protetta da una coperta, trovò rifugio da una vicina. Durante l’udienza protetta aveva raccontato ai giudici i momenti dell’aggressione e le conseguenze dell’accaduto, spiegando di guardarsi ancora alle spalle quando rientra a casa. Fuori dall’aula, l’avvocata Tornatore ha definito la pronuncia la conclusione di una vicenda estremamente dolorosa per la sua assistita.
Le indagini e l’arresto
Le indagini della Squadra Mobile della Questura di Pistoia si conclusero in pochi giorni. Gli investigatori identificarono il sospettato anche grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza installate in un sottopasso del quartiere. I filmati lo avrebbero ripreso prima dell’aggressione e durante la fuga, mentre si disfaceva di alcuni abiti sottratti alla vittima.
Il 23enne fu arrestato il 22 giugno 2025 alla stazione di Santa Maria Novella, a Firenze. Al momento dell’intervento degli agenti dormiva sotto una coperta e aveva due lamette nascoste in bocca, secondo quanto riferito nel procedimento. In aula ha sostenuto di non ricordare nulla di quel giorno. Il suo difensore, l’avvocato Marco Tafi del foro di Firenze, aveva chiesto l’assoluzione.