Il 10 luglio 2026, nel comune di San Marcello Piteglio, è stato confermato un focolaio di peste suina africana in un allevamento di maiali. Questo sviluppo segue il rinvenimento di tre cinghiali morti a fine giugno, risultati positivi al virus. Due dei tre suini deceduti nell’allevamento sono stati anch’essi trovati positivi ai controlli effettuati dal Centro di referenza nazionale per la peste suina, dopo la segnalazione dei decessi da parte dell’allevatore.
Misure di contenimento
In risposta alla situazione, sono state attivate le procedure previste dalla normativa nazionale ed europea. Nella giornata di oggi, il Ministero della salute ha convocato l’Unità di crisi centrale, in coordinamento con la struttura commissariale per la peste suina africana, per definire le misure operative necessarie al contenimento e all’eradicazione del focolaio.
Per prevenire la diffusione del virus e limitare le ricadute economiche sul settore suinicolo, sono state già individuate le zone di protezione e sorveglianza attorno all’allevamento colpito. Sono state rafforzate le misure di sorveglianza attiva e passiva e sono state disposte procedure di controllo sul territorio, grazie alla collaborazione tra Regione, Asl Toscana Centro, Ministero della salute e il commissario straordinario per la peste suina africana.
Rischi per la salute pubblica
È importante sottolineare che la peste suina africana non è una zoonosi e non si trasmette all’uomo, colpendo esclusivamente i suini, sia selvatici che domestici. Nonostante ciò, le autorità locali mantengono un’attenzione massima per la tutela del patrimonio zootecnico regionale. Il presidente della Toscana, insieme agli assessorati al diritto alla salute e all’agricoltura, sta monitorando attentamente l’evoluzione della situazione, in costante raccordo con il commissario straordinario e le autorità sanitarie nazionali e locali.