Le opposizioni dei comuni di Abetone Cutigliano e San Marcello Piteglio hanno lanciato un attacco ai rispettivi sindaci, Gabriele Bacci e Luca Marmo, riguardo alla questione dell’ospedale Pacini di San Marcello. I gruppi di minoranza, Siamo Abetone Cutigliano e Prospettiva Futuro, accusano i sindaci di ignorare la volontà dei consigli comunali, che si erano espressi in modo chiaro e unanime sulla necessità di richiedere alla Regione il riconoscimento dell’ospedale come presidio in area particolarmente disagiata.
Questo riconoscimento è considerato fondamentale dai gruppi di opposizione per restituire al territorio un vero pronto soccorso e rafforzare i servizi sanitari della montagna. Due mozioni, approvate all’unanimità a febbraio e dicembre 2025, sostengono questa richiesta. Tuttavia, durante un incontro del 7 luglio scorso all’assessorato regionale alla Sanità, i sindaci non avrebbero sollevato la questione, come confermato dal resoconto del presidente della Consulta socio-sanitaria, Gabriele Bacci.
Critiche e interrogativi
Le opposizioni si chiedono perché i sindaci non abbiano rappresentato la volontà delle loro comunità all’assessore regionale Monni. Inoltre, sollevano dubbi riguardo a un progetto pilota annunciato dall’assessore in risposta alla sua assenza a una manifestazione dello scorso aprile, chiedendo se questo progetto esista realmente o se sia solo un annuncio senza seguito.
Nel frattempo, il presidente della Regione Eugenio Giani continua a riorganizzare le aziende sanitarie, spostando direttori e dirigenti senza una visione chiara che metta al centro i bisogni dei territori. Le opposizioni evidenziano che, nonostante si moltiplichino gli incarichi e le strutture dirigenziali, la risposta riguardo all’ospedale di San Marcello rimane invariata: non ci sono risorse. Tuttavia, la cifra necessaria per il riconoscimento dell’ospedale varia tra i 6 milioni e i 12 milioni di euro, creando confusione.
Appello ai sindaci
Le opposizioni concludono il loro intervento chiedendo ai sindaci di assumersi le proprie responsabilità. Se decidono di non difendere le decisioni dei consigli comunali e le legittime richieste dei cittadini, dovrebbero avere l’onestà di dichiararlo apertamente. Il silenzio, affermano, equivale a complicità nello smantellamento della sanità pubblica della montagna pistoiese.