Con l’avvio dell’anno scolastico, la campanella è tornata a suonare nelle 21mila aule delle scuole di Pistoia e provincia. L’inizio delle lezioni è accompagnato da assemblee, attività e momenti di accoglienza, mentre resta aperto il tema della disponibilità degli insegnanti. Secondo il quadro richiamato nell’articolo, il costo degli spostamenti e le difficoltà legate al pendolarismo tengono lontani dagli incarichi circa 400 docenti.
Il nodo degli incarichi lontani
Per molti insegnanti, al momento di scegliere la sede, la priorità è evitare i plessi più difficili da raggiungere. Tra questi c’è Pavana, sulla Montagna pistoiese, a circa 35 chilometri dalla città. Il tragitto richiede normalmente tra i 40 e i 50 minuti, da affrontare cinque giorni alla settimana per circa 200 giorni l’anno. A rendere più complesso il percorso contribuiscono i cantieri stradali e, nei mesi invernali, la neve.
La distanza incide sull’organizzazione familiare e sulle spese quotidiane, in un contesto in cui il carovita rende meno sostenibili gli incarichi lontani da casa. Per questo, tra il personale scolastico, la richiesta più frequente è quella di essere assegnati a sedi raggiungibili con maggiore facilità. La situazione riguarda in particolare le scuole dei territori montani, dove la distanza può trasformare un incarico in un impegno quotidiano gravoso.
La scelta di Beatrice Fedi
Beatrice Fedi ha invece scelto consapevolmente di lavorare a Pavana. Dopo aver ottenuto il ruolo nel 2021 in un altro istituto comprensivo, ha chiesto il trasferimento nel comprensivo Cino da Pistoia-Galilei, che comprende anche la scuola dell’infanzia del paese. La docente ha quindi domandato di essere assegnata proprio a quel plesso, nonostante le perplessità iniziali delle segreterie scolastiche.
Nella scuola dell’infanzia di Pavana insegna a un gruppo misto di 11 bambini tra i tre e i cinque anni. Per Fedi, la sede rappresenta il ritorno in un luogo conosciuto: vi aveva già lavorato 17 anni fa e, dopo una nuova esperienza due anni più tardi, aveva vissuto temporaneamente nella località insieme al figlio, entrando in rapporto con la comunità.
La maestra descrive il lavoro nel piccolo centro montano come caratterizzato da un clima più familiare e da una comunicazione più diretta con le famiglie. A suo giudizio, il rapporto con il territorio supera la sola attività didattica e consente di lavorare in un ambiente più sereno. Per questo considera il viaggio quotidiano un sacrificio sostenibile, anche se il trasferimento stabile a Pavana resta, per il momento, un progetto legato alla sua situazione personale.