Il futuro dell’ospedale Pacini di San Marcello torna al centro del dibattito sulla sanità nelle aree montane toscane. I consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Alessandro Tomasi, Alessandro Capecchi e Diego Petrucci hanno effettuato un sopralluogo nella struttura, visitando i reparti e confrontandosi con il personale. Al termine della visita hanno denunciato un progressivo indebolimento dei servizi destinati alla comunità locale.
Le criticità segnalate
Secondo quanto riferito dagli operatori, le carenze strumentali stanno creando difficoltà anche nel punto di primo soccorso. In assenza di apparecchiature ritenute necessarie per diagnosticare alcune patologie, i pazienti vengono spesso trasferiti all’ospedale di Pistoia senza che l’accesso possa essere registrato nella struttura di San Marcello. Per la delegazione di FdI, il quadro attuale non rispetterebbe gli impegni assunti nel protocollo d’intesa del marzo 2019 sottoscritto con l’Ausl Toscana Centro.
L’accordo prevedeva, tra gli altri interventi, una chirurgia attiva per sei giorni alla settimana. Oggi, secondo i consiglieri, l’attività sarebbe ridotta a una sola giornata. Nel corso degli anni sarebbero inoltre venute meno specializzazioni come neurologia, ginecologia, senologia e dermatologia, insieme a una contrazione dei posti letto. La delegazione ha collegato queste trasformazioni a quello che ha definito un depotenziamento progressivo del presidio.
Il nodo delle apparecchiature
Tra gli aspetti contestati ci sono anche i ritardi nella dotazione tecnologica. La nuova Tac, inizialmente attesa per il 2020, non è ancora stata installata. La previsione attuale indica la primavera del 2027, attraverso una gara gestita da Estar. Sui tempi annunciati l’opposizione regionale ha fatto sapere che presenterà un accesso agli atti per verificare il percorso amministrativo e le motivazioni dei rinvii.
Novità sono attese anche per la Casa di comunità. Il trasferimento degli ambulatori al secondo piano dovrebbe iniziare la prossima settimana, in un’area che, stando a quanto segnalato, non dispone di aria condizionata. La radiologia dovrebbe invece riprendere l’attività a ottobre. Di fronte a questa situazione, i consiglieri hanno chiesto maggiore trasparenza e il coinvolgimento dei residenti e dei comitati nel nuovo progetto sperimentale della Regione.
La richiesta politica principale riguarda l’applicazione dei criteri del decreto Balduzzi, con il riconoscimento della Montagna pistoiese come area disagiata. Tomasi ha sostenuto che classificazioni analoghe hanno consentito, in altre zone della Toscana, di individuare i territori più fragili e di garantire servizi dedicati. Petrucci ha accusato l’Azienda sanitaria di aver ridotto il livello dell’ospedale rispetto agli impegni iniziali, mentre Capecchi ha chiesto di non distinguere tra cittadini di serie A e di serie B e ha sollecitato la riattivazione del pronto soccorso. Le posizioni dei consiglieri sono state condivise anche dalla minoranza consiliare di Abetone Cutigliano.