Politica locale

Scontro sul referendum per il termovalorizzatore di Montale

Sinistra Italiana contesta il voto digitale e chiede chiarimenti al Partito democratico sul raddoppio dell’impianto.

Scontro sul referendum per il termovalorizzatore di Montale

Sinistra Italiana contesta la possibilità di svolgere a Montale una consultazione online attraverso lo Spid, alternativa a un referendum consultivo, sulla questione del termovalorizzatore. La posizione sarà al centro del dibattito del consiglio comunale convocato per domani, mentre prosegue il confronto politico all’interno della maggioranza che amministra il Comune.

La contestazione sul voto digitale

Secondo Sinistra Italiana, una consultazione basata sull’identità digitale sarebbe inadeguata rispetto alla necessità di garantire un coinvolgimento ampio della popolazione. L’utilizzo dello Spid, sostiene il partito, rischierebbe di tagliare fuori ampie fasce di cittadini e di trasformarsi in un ulteriore ostacolo alla partecipazione. La richiesta è quindi quella di procedere con un vero referendum consultivo, ritenuto lo strumento più adatto per raccogliere l’orientamento della comunità.

Nel documento diffuso alla vigilia della seduta, Sinistra Italiana torna inoltre a criticare il Partito democratico di Montale. Il partito sostiene che, dalle dichiarazioni rese dal Pd alla stampa, emergerebbe l’immagine di una forza politica estranea all’amministrazione e alle sue decisioni, nonostante il ruolo ricoperto nella maggioranza. La contestazione riguarda in particolare la distanza tra le posizioni espresse pubblicamente e gli atti approvati dagli organi di governo comunale.

Il nodo del raddoppio

Al centro delle domande c’è il Piano di Ambito e la proposta che prevede almeno il raddoppio del termovalorizzatore. Sinistra Italiana richiama la delibera numero 100 del 22 luglio 2026, con la quale, secondo quanto riferito nel documento, la giunta ha autorizzato il sindaco a votare in sede di assemblea Ato a favore della proposta. I rappresentanti del Pd presenti in giunta avrebbero votato a favore della delibera.

Da qui la richiesta di chiarire quali fossero gli accordi politici e programmatici sul futuro dell’impianto e se il sindaco si sia attenuto a quegli impegni esprimendo il voto favorevole. Sinistra Italiana domanda inoltre per quale motivo, se la posizione del Pd locale era contraria all’ipotesi approvata dall’Ato, i suoi rappresentanti in giunta abbiano contribuito a indicare al sindaco quella scelta.

Il partito chiede anche spiegazioni sull’assenza, a suo dire, di iniziative del gruppo consiliare del Pd per aprire una discussione sul tema. La nota arriva così a mettere in discussione la coerenza interna della maggioranza e il peso delle diverse posizioni presenti nel partito locale, domandando quale componente sia effettivamente in grado di orientare l’azione dell’amministrazione.

Le risposte, conclude Sinistra Italiana, arriveranno dagli atti che saranno discussi e votati nella prossima seduta del consiglio comunale di Montale. Per il partito, le posizioni assunte e il voto sulla richiesta di referendum consultivo avranno un valore maggiore rispetto alle dichiarazioni finora rese.