Il Comitato per il Sì al termovalorizzatore ritiene insufficiente la capacità ipotizzata per il nuovo impianto destinato a sorgere nell’area di Montale. Secondo il gruppo, una struttura da 50mila tonnellate annue, pari a quella attuale, sarebbe troppo piccola e anche l’ipotesi da 100mila tonnellate prevista dal Piano d’Ambito 2025-2035 dell’Ato Toscana Centro non basterebbe a gestire i flussi prodotti nel territorio.
La richiesta di una struttura più grande
Il comitato sostiene che sarebbe necessario realizzare un impianto moderno con una capacità compresa tra 200mila e 250mila tonnellate all’anno, così da contribuire alla chiusura del ciclo dei rifiuti nell’Ato Centro. La posizione è stata espressa dopo le dichiarazioni del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che in una trasmissione radiofonica aveva parlato della possibile riqualificazione dell’impianto di Montale mantenendo l’attuale capacità di 50mila tonnellate.
Il gruppo ricorda che l’Assemblea dei sindaci dell’Ato Toscana Centro ha approvato lo scorso 23 luglio la proposta di demolire l’impianto esistente, bonificare l’area e costruire una nuova struttura da 100mila tonnellate annue, dotata di sistemi per il recupero di energia. Una decisione che, secondo il comitato, sarebbe stata assunta dopo una valutazione delle necessità del territorio e delle prospettive sulla raccolta differenziata e sul trattamento dei rifiuti.
I dati sui flussi nell’Ato Centro
Nel 2024, afferma il Comitato per il Sì, l’Ato Centro ha prodotto complessivamente 858mila tonnellate di rifiuti. Di queste, circa 600mila sarebbero state raccolte in modo differenziato, mentre 258mila avrebbero costituito la quota di rifiuto indifferenziato residuo. Il futuro Piano d’Ambito dovrà definire gli obiettivi di riciclo, la quantità di rifiuti indifferenziati e gli scarti del processo, distinguendo i materiali destinati al recupero energetico da quelli da conferire in discarica perché non combustibili.
In base alle stime del comitato, il fabbisogno complessivo a regime potrebbe attestarsi intorno alle 200mila tonnellate annue. Per questo, l’impianto ipotizzato a Montale coprirebbe soltanto circa la metà delle necessità di trattamento termico dell’Ato, lasciando aperta la questione della gestione della quota restante. Il gruppo sostiene inoltre che l’attuale ricorso all’esportazione dei rifiuti comporti conseguenze sia ambientali sia economiche per il territorio.
Il Comitato per il Sì ha dichiarato la propria disponibilità a discutere il tema nelle sedi istituzionali e politiche. L’organismo è nato su proposta di Italia Viva e Casa Riformista ed è coordinato dal consigliere comunale di Agliana Lorenzo Romiti, dalla consigliera comunale di Montale Mascia Cecchi e dalla vicepresidente provinciale di Italia Viva Sonia Petrillo.