Consiglio comunale

Serravalle, accuse tra Lunardi e Gorbi per un gesto sessista

La maggioranza contesta un episodio e la gestione delle risorse per la Fiera di Casalguidi.

Serravalle, accuse tra Lunardi e Gorbi per un gesto sessista

Si inasprisce il confronto politico a Serravalle Pistoiese dopo l’ultima seduta del consiglio comunale. Il sindaco Piero Lunardi e la giunta hanno accusato il capogruppo di Attiva, Federico Gorbi, di aver rivolto un gesto sessista all’assessore Benedetta Vettori durante una discussione con i rappresentanti della maggioranza Uniti per Serravalle.

Secondo la ricostruzione dell’amministrazione, Gorbi si sarebbe alzato dalla propria postazione e avrebbe raggiunto i banchi della maggioranza, lanciando con disprezzo un documento verso gli assessori Benedetta Vettori e Ilaria Gargini. La contestazione riguarda anche il presunto gesto del dito medio rivolto a Vettori, definito dalla giunta una provocazione che avrebbe superato il limite della critica politica.

Le accuse della maggioranza

L’amministrazione comunale sostiene inoltre che il comportamento dell’ex vicesindaco non sarebbe stato isolato e richiama precedenti episodi nei confronti di altre esponenti della maggioranza. In una nota, sindaco e assessori hanno parlato di un atteggiamento capace di alimentare, anche inconsapevolmente, un linguaggio ostile e di favorire l’emulazione di comportamenti offensivi, soprattutto sui social network.

Gorbi ha respinto le accuse, sottolineando che il filmato della seduta di venerdì scorso non avrebbe ripreso né il lancio del documento né il gesto contestato. Il capogruppo ha quindi riportato l’attenzione sulle ragioni della discussione, legate alle risposte fornite dall’assessore Vettori su una variazione di bilancio.

La questione degli spettacoli

Al centro della polemica c’è anche la spesa per i cinque spettacoli organizzati in occasione della Fiera di Casalguidi. Gorbi ha citato la deliberazione numero 149, con cui la giunta aveva previsto una spesa massima di 51mila euro, Iva inclusa.

Tra il 14 agosto e il 7 settembre, secondo quanto riferito dal capogruppo, l’amministrazione avrebbe però adottato quattro determine per affidare le serate ad alcune agenzie, per un totale di 52.014 euro, sempre comprensivo di Iva. L’incremento di 1.014 euro rispetto alla previsione iniziale sarebbe stato determinato dalla differenza tra i preventivi ipotizzati e quelli successivamente acquisiti. Gorbi ha contestato il metodo seguito, sostenendo che le risorse avrebbero dovuto essere adeguate prima dell’affidamento degli incarichi.